Il dolore
Asino cade nel laghetto e muore per il gelo
Difficili i soccorsi dei vigili del fuoco sulle colline di Terricciola ancora bianche dopo la nevicata
TERRICCIOLA
Due squadre di vigili del fuoco volontari, un lungo lavoro per cercare di salvare un asino di dodici mesi, di una razza considerata in via di estinzione. Ma alla fine, dopo circa due ore di lavoro, quando l’animale è stato tirato fuori dal laghetto dove era rimasto impantanato,non c’era più niente da fare. L’asino era morto assiderato. È comunque stato recuperato dai vigili del fuoco (di Lari e Ponsacco) e portato vicino all’azienda agricola da cui è partita la richiesta di intervento per soccorrere il quadrupede in una domenica caratterizzata da temperature rigide, in alcune zone scese sotto zero.
È successo ieri pomeriggio sulle colline di Terricciola, lungo via Terricciolese.
Un allevatore ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco quando si è reso conto che l’animale era rimasto “prigioniero” nel fango e nell’acqua ghiacciati. Non è chiaro per quanto tempo il mulo sia rimasto in quelle condizioni. Ma quando è stato visto, così hanno spiegato i soccorritori, era ancora vivo.
Per più di un’ora, con l’aiuto anche di un trattore, i pompieri hanno lavorato per arrivare all’animale. Il soccorso si è rivelato inutile, anche se è stato concluso pochi minuti prima delle 19, prima dell’inizio di un’altra notte polare.
Il mulo, di razza amiatina, era morto. La carcassa è rimasta nell’azienda agricola che provvederà a informare l’Asl, così è stato detto.
Le temperature polari stanno mettendo in grossa difficoltà gli allevatori, ma anche i cani che sono ospitati all’interno dei canili della provincia. L’Asa, associazione salvezza animali, per esempio, già da alcuni giorni ha rivolto un appello sperando di trovare coperte e maglioni di lana da utilizzare per riscaldare i circa 400 cani che vivono all’interno del canile Rifugio Tom nella campagna di San Lorenzo a Pagnatico a Cascina.
La nevicata di una settimana fa ha sommerso il canile e le coperte che erano per terra e nei ricoveri destinati ai cani non sono più utilizzabili. Per questo i volontari cercano nuovi aiuti, così da evitare che i randagi possano morire per il freddo.
L’allarme gelo del resto non è ancora passato. Chi volesse donare coperte e maglie di lana può recarsi direttamente al canile di Cascina.(s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
