Il dolore
Con la nevicata crescono le assenze per malattia
In due giorni sono stati consegnati mille e cinquecento certificati medici Per gli uffici Inps sono il 50%: siamo all’apice di diffusione dell’influenza
di Paola Silvi
PONTEDERA
Boom di assenze per malattia. In questi giorni sommersi dalla neve, accompagnati dal freddo e caratterizzati da un clima siberiano, i certificati medici sono cresciuti del 50% rispetto ad un mese fa.
Il dato, raccolto dai medici di medicina generale della provincia è approssimativo ma supportato dalle cifre concrete nelle mani dell’Inps. Venerdì intorno alle 12 erano già arrivati a quota 600 i certificati presentati per via telematica alla sede di Pontedera. Raggiungevano 900 invece quelli registrati durante giovedì.
Oltre 1500 lavoratori insomma, in poco meno di 48 ore, sono stati messi in ginocchio da malattie vere o presunte. Dal Valdarno alla Valdera migliaia di dipendenti sono a letto, almeno sulla carta, con i classici sintomi del “male di stagione”. Perché forse, a conti fatti, non è sufficiente il picco del virus influenzale a spiegare le motivazioni di questa epidemia. Al di là delle semplici illazioni, sembra che la neve abbia dato il colpo di grazia ai congedi temporanei dalle scrivanie.
«Stiamo toccando l’apice di diffusione dell’influenza», sentenzia il dottor Giuseppe Figlini, presidente dell’ordine dei medici di medicina generale della provincia di Pisa. «E i certificati sono quasi il doppio di quelli compilati nelle prime settimane di gennaio. Stiamo diagnosticando tanti sintomi parainfluenzali e tante bronchiti».
L’atmosfera gelida di questo periodo non aiuta. «Gli sbalzi termici, il vento sferzante e le nevicate contribuiscono al propagarsi e al prolungarsi del ceppo virale». Può darsi allora che questa impennata di assenze dipenda dalla grande ondata di influenza ma anche da cause più contingenti. Magari i lavoratori assenti scelgono il calduccio per non rischiare di peggiorare situazioni di salute già compromesse o in via di guarigione o magari per evitare spostamenti avventurosi tra ghiaccio e gelo. E se la maggior parte dei certificati, a detta dei medici, sono tutti più che giustificati, dall’Inps confermano la sensazione.
«L’aumento nel numero dei certificati – analizza il dottor Renato Mansani, medico legale che si occupa di malattie e controlli per l’Inps – c’è e sfiora il 3-4%, ma lo abbiamo riscontrato già a partire dalla scorsa settimana. Difficile dire se tale incremento derivi dalle condizioni atmosferiche o se non sia semplicemente una coincidenza e una concomitanza di agenti. Di fatto, ogni anno nei mesi di gennaio e febbraio si nota un periodo di maggior incidenza di malattie». Ma anche dai controlli fatti, in aumento in relazione alle patologie, le motivazioni si concentrano soprattutto sul clima che favorisce l’insorgere delle solite noie da raffreddamento. L’assenteismo, tanto combattuto, non risulta fra gli imputati principali.
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