Attenzione
La banda delle gioiellerie svaligia “Andromeda”
Hanno agito in 4: il raid durato tre minuti, i malviventi ripresi dalle telecamere Hanno rubato le chiavi a casa di una commessa, poi sono entrati nel negozio
di Sabrina Chiellini
PONTEDERA
Tre minuti per saccheggiare le vetrine interne della gioielleria “Andromeda” in piazza Martiri della Libertà, in centro a Pontedera. Erano in quattro. Volto coperto da un passamontagna, come dimostrano le immagini della videosorveglianza e una grande determinazione. Da veri professionisti, anche se l’allarme è entrato in funzione, hanno portato via preziosi e orologi di noti brand della gioielleria, da Gucci a Pomellato e Bulgari, lasciando cadere sul pavimento alcuni orologi che sono stati danneggiati. O calpestando costosi orecchini, caduti nella fretta di portare via i gioielli. Poi la fuga, l’arrivo dei carabinieri. Le prime indagini e una serie di risvolti inquientanti.
La banda, così come è già accaduto in una gioielleria a Caprona di proprietà di Sergio Capone, lo stesso titolare di “Andromeda”, ha già colpito anche a Bientina, nella piazza vicino al municipio. Sempre con la stessa tecnica.
I malviventi - un particolare questo che alimenta insicurezze e preoccupazioni da parte di chi lavora in questo settore - scelgono con cura il bersaglio. Seguono commesse e titolari. Li spiano per capire le loro abitudini, dove abitano. Quando sono più vulnerabili, cioè durante la notte, entrano nelle loro case. Rubano le borse delle commesse, prendono le chiavi delle gioiellerie. Furti che vengono scoperti solo quando le oreficerie sono state saccheggiate dai ladri entrati dalla porta principale. Allora tutto quadra, si scopre che poco prima avevano compiuto un altro furto. E la paura aumenta.
Nel caso di “Andromeda” i malviventi sono stati prima a San Miniato. Hanno forzato una porta sul retro della casa dove abita una delle due commesse, madre di una bambina. Poi sono arrivati a Pontedera, sempre nella notte tra mercoledì e giovedì, quando per strada era difficile incontrare macchine a causa del gelo. Senza farsi notare hanno aperto la saracinesca e la porta della nota gioielleria. Appena sono entrati è scattato l’allarme. Ma era già tardi. In pochi minuti quei quattro uomini hanno preso tutto quello che c’era nelle vetrine e sono fuggiti, alle tre di notte.Poco dopo le forze dell’ordine erano nell’oreficeria, a casa del titolare e poi delle commesse. Sguardi spaventati, l’angoscia di chi viene svegliato nel cuore della notte e si rende conto che è successo qualcosa di grave. Non si può pensare a un caso isolato o a un fenomeno da sottovalutare. In un mese si sono stati tre furti, sempre compiuti con la stessa tecnica, ai danni delle gioiellerie.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
