Sicurezza
«È un incubo, ora ci sentiamo presi di mira»
Non possiamo vivere in questo modo – è l’amaro sfogo di Sergio Capone, gioielliere – Inutile negarlo, ci sentiamo presi di mira. Soprattutto dopo il furto avvenuto nell’altra attività che abbiamo a...
Non possiamo vivere in questo modo – è l’amaro sfogo di Sergio Capone, gioielliere – Inutile negarlo, ci sentiamo presi di mira. Soprattutto dopo il furto avvenuto nell’altra attività che abbiamo a Caprona. Siamo stati svegliati di notte, è stato un incubo. L’altra sera, uscendo dal negozio di Pisa, ho telefonato a carabinieri allarmato. Ho visto per strada quattro uomini che avevo già notato a Pontedera . Ho temuto che fossero lì per derubarci ancora. Dopo quello che ci è successo siamo sempre in allarme. Questi furti dimostrano che i ladri sono padroni del territorio, fanno quello che vogliono. Noi viviamo del terrore, sono necessari più controlli».
Timori condivisi dalle sue collaboratrici che, come il gioielliere, si sentono «colpite sia nella vita privata che nello svolgimento di un lavoro tanto delicato e sempre più bersagliato dalla criminalità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google