Sicurezza
Un omaggio ai campioni dell’antica tradizione
Tiro del panforte: domenica prossima, al circolo Arci de Il Romito, si premiano i vincitori del torneo 2011 terminato a dicembre. In zona ci sono ben 8 squadre
di Andrea Lanini
PONTEDERA
In un certo senso si può dire si tratti di una disciplina estrema: vince chi i panforti riesce a lanciarli più a ridosso dell'estremità del tavolo che funge da campo di gara, da angusta pista d'atterraggio di questi gioiosi, gustosissimi dischi volanti che dopo aver volteggiato in aria, seguito impudenti parabole, tentato beffarde traiettorie, devono avvicinarsi all'ultimo, inviolabile bordo senza valicarlo, pena l'annullamento del tiro e gli schiamazzi irridenti e sghignazzanti del pubblico.
Non pensate a uno sport. Il gioco del panforte è più che altro un esperimento culturale da rinnovarsi ogni volta in lieta brigata, un esercizio di convivialità. Affonda le sue dolci radici in tempi remoti, nel solco di amabili riunioni familiari illuminate dalle fiamme dei caminetti. Da qualche mese, qui da noi in Valdera, ha finalmente tutti i crismi dell'ufficialità. Nel marzo 2011 è nata l'associazione provinciale “Tiro del Panforte”, ne fanno parte sette realtà aggregative del territorio che hanno il merito di tener viva questa simpatica, antica usanza natalizia. A dicembre si è concluso l'infuocato torneo 2011 di tiro del panforte a tavolino, i cui vincitori, lanciatori singoli e squadre, vengono premiati domenica prossima ,5 febbraio, al circolo Arci de Il Romito di Pontedera, durante un pranzo che per la sorprendente tradizione ludica nostrana rappresenta una sorta di investitura ufficiale.
«Il gioco del panforte a tavolino, nato in terra di Siena, patria di questa specialità toscana, veniva praticato già dai nostri genitori e nonni quando si arrivava sotto le feste di Natale», spiega Mauro Magozzi, presidente dell'associazione e rappresentante della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Palaia, uno dei tre circoli che nel 2006 ebbe l'idea folgorante: riportare in volo le ghiotte torte a forma circolare. «Sette anni fa, noi di Palaia, assieme ai soci del circolo Arci Il Botteghino di Pontedera e dell'associazione Martinfiera di Marti, abbiamo deciso di riprendere questa tradizione, dando vita ad un torneo triangolare che nel 2007 è proseguito con le stesse squadre, mentre nel 2008 le formazioni in gara sono diventate quattro e nel 2009 sette, per arrivare quest'anno a otto».
Oggi fanno parte dell'associazione provinciale anche i circoli Arci Cavallino Rosso di Cevoli, Il Romito di Pontedera, Fiordaliso di Montefoscoli e l'Unione Sportiva di Soiana.
«In passato certe volte si giocava in casa dei contadini che si riunivano dopo cena, oppure, più frequentemente, nei bar o nei circoli di campagna. Fondamentalmente, da allora nulla è cambiato».
Nulla, neanche il dolcissimo finale: lo sballottato, travagliato panforte si mangia tutti insieme.
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