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Pontedera

Sel, la ricetta per l’Unione

SAN MINIATO Sono i circoli di Sel, per primi, a rispondere all'appello del Pd per una riflessione in vista dell'Unione dei Comuni del Valdarno. «Una richiesta di interlocuzione che intendiamo...

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SAN MINIATO

Sono i circoli di Sel, per primi, a rispondere all'appello del Pd per una riflessione in vista dell'Unione dei Comuni del Valdarno. «Una richiesta di interlocuzione che intendiamo raccogliere e che, per quel che ci riguarda, dovrà interessare le sole forze di centrosinistra», affermano i circoli di Santa Croce, San Miniato e Castelfranco. «Siamo consapevoli – sostiene Sel – che la situazione attuale ha bisogno di una risposta politica all'altezza, convinti della centralità del “pubblico” per offrire servizi efficienti e per imbrigliare un “mercato” sempre più fuori controllo volgendolo verso l'interesse collettivo».

Da Sel, quindi, si suggeriscono i contenuti del futuro confronto. «Non intendiamo – proseguono – ridurre il processo di unificazione alla sola ottica del contenimento dei costi. Ci interessano piuttosto i contenuti: la tutela del territorio dalla cementificazione, piani urbanistici comprensoriali, riorganizzazione della viabilità e del trasporto pubblico. Dobbiamo continuare a garantire, anzi rafforzare, la qualità dello sviluppo, inteso come qualità del lavoro, dell’ambiente e riduzione degli impatti sulla salute, pretendendo che sia l'intero sistema regionale (con i relativi servizi di tutela ambientale o sanitari) a interviene nella zona del cuoio».

La lista dei temi è lunga. « Occorre preservare il territorio da ulteriori insediamenti per lo smaltimento dei rifiuti; lo stesso progetto Tubone deve essere riparametrato sull’attuale sistema produttivo. Proponiamo anche che l’Unione dei Comuni si doti di un Piano Energetico comprensoriale, facendo altrettanta attenzione al problema del consumo e dell’abbandono dei suoli agricoli». Ed ancora: «Introduzione della raccolta dei rifiuti porta a porta come viatico per la progressiva dismissione degli inceneritori; creazione di un polo scolastico comprensoriale; abbattimento delle sacche di povertà e di emarginazione per ridurre le disuguaglianze esistenti; introduzione di forme di partecipazione dei cittadini non Ue alla vita politica locale e un piano per le politiche abitative». E poi c’è il nodo sanità. «Un'ampia rivisitazione merita poi la Società della Salute – conclude Sel –, nata con obiettivi anche condivisibili, mentre adesso stiamo assistendo ad un indebolimento dei servizi».(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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