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Scavi nel bosco per cercare l’oro dei frati

Scavi nel bosco per cercare l’oro dei frati

Tra Castelnuovo e Pomarance in tanti si mettono a caccia della chioccia dorata figlia della leggenda

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di Jacopo Paganelli

CASTELNUOVO

Sono quegli scavi “sospetti” in mezzo al bosco del Colle della Torraccia a riportare a galla la leggenda del tesoro nascosto. In ogni periodo dell’anno sono tanti i cercatori che si avventurano in quella zona, tra SassoPisano e La Leccia, nel comune di Castelnuovo per scovare quella chioccia dorata con i suoi 12 pulcini, anche loro gold.

E’ Lido Berti, abitante e storico della Leccia, fondatore proprio dell’associazione culturale “Amici della Leccia” a raccontare la storia.

Quella vera. Quella da cui parte tutta la vicenda attuale, avvolta nel mistero.

«Nei colli vicino a Castelnuovo - racconta - esisteva un convento di frati francescani, i cui ruderi sono ancora visibili sottoforma di muri e ruderi nel bosco. La comunità monastica era solita approvigionarsi a Lustignano di Pomarance, dove recuperava viveri e beni di prima necessità per andare avanti. Per farlo doveva attraversare il fiume Turbone».

Il racconto continua. Ricco di dettagli.

«Durante una stagione particolarmente piovosa il guado sul corso d’acqua divenne impraticabile e fu allora che i frati escogitarono un piano e si misero a scavare una galleria sotterranea sotto l’alveo del fiume per aggirare l’ostacolo e oltrepassare il fiume».

A quel punto venne fuori un tesoro. «Durante le operazioni - continua - tra la terra rimossa fu trovata una chioccia d’oro con 12 pulcini. Fu allestito a quel punto un piccolo sacello, proprio dentro una nicchia all’interno della galleria, dove furono riposti questi manufatti. Col passare dei secoli e senza manutenzione, il tunnel è franato, sotterrando i gioielli che custodiva».

Ieri e oggi.

I detriti e i sedimenti non impediscono che di tanto in tanto qualche curioso si dia da fare, fra le macerie, alla ricerca della gallinella dorata. Gli abitanti della zona conoscono bene la laggenda. E sono tanti ad aver provato, per gioco e sperando, a fare buche nel bosco del colle della Torraccia, vicino al fiume Turbone. Ma niente.

«Non passa periodo - prosegue Lido Berti - che intorno al Turbone arriva gente a scavare. Si narra che questa leggenda sia arrivata ben oltre i confini locali, attirando curiosi e cercatori di tesori». E conclude: «Noi del gruppo “Amici della Leccia” conosciamo un sacco di leggende legate al territorio, tutte legate a vicende storiche del territorio».

Ma nessuno, ad oggi comunque, può cantar vittoria: l’oro dei francescani dell’Alta Valdicecina resta un ricercato speciale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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