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Ripetitore ko, il sindaco denuncerà il Ministero

Ripetitore ko, il sindaco denuncerà il Ministero

Pomarance, ancora 400 abitanti al “buio digitale”. Martignoni su tutte le furie «Ho il permesso dello Stato, ma la Regione mi dice che devo aspettare»

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di Francesca Suggi

POMARANCE

Ancora più dure sono le serate all’addiaccio senza la compagnia della tv. Magari di quei programmi del cuore sulle reti Mediaset e La7 che da novembre quasi 400 famiglie non vedono più. Lo sa bene il sindaco di Pomarance Loris Martignoni che la situazione per gli abitanti di parte di Montecerboli e Larderello, e tutto il borgo di San Dalmazio è delicata. Che il passaggio al digitale avrebbe portato un po’ di problemi di frequenze in alcune zone. Ma adesso che il Comune ha ricevuto tutte le autorizzazioni del Ministero per mettere in funzione il ripetitore a Montecerboli, ecco che la situazione si fa grottesca. Con uno stop a procedere, verbale, della Regione.

A dar voce alla questione è proprio il primo cittadino. Arrabbiato, dispiaciuto. «Dopo il sopralluogo degli addetti, aver speso 600 euro per le pratiche amministrative, tra Natale e Capodanno abbiamo ricevuto dal Ministero il permesso ad accendere il ripetitore a Montecerboli, per ripetere i canali Mediaset e La7 che non si vedono in alcune zone dallo switch-off del 17 novembre».

Tutto pronto, quindi. L’amministrazione cerca un’impresa in grado di completare il lavoro, con una cifra richiesta di 14mila euro. E’ in questa fase finale che arriva il colpo di scena: ovvero uno stop verbale consigliato al Comune dagli organi della Regione. Il motivo? L’autorizzazione a ripetere è stata data sulle stesse frequenze utilizzate dalle emittenti a livello nazionale. «Se il ripetitore venisse messo in funzione mi si dice - spiega Martignoni - che in questo modo andrebbe a disturbare la qualità della visione dei canali di tutte quelle persone che non hanno problemi». Morale della favola? «Se io l’accendo, il giorno dopo ho i carabinieri in Comune che me lo fanno spegnere e scatta una denuncia che può andare sul penale». Pomarance è in attesa di notizie. Ma il sindaco non ha alcuna voglia di demordere e far aspettare ancora i suoi cittadini. «Se non mi cambiano le frequenze di tramissione io monto lo stesso il ripetitore, se me lo fanno spegnere faccio causa al Ministero che mi ha dato l’autorizzazione». E aggiunge: «Senza contare che per legge ci dovrebbe pensare il Ministero a fare tutte le operazioni necessarie per garantire il diritto alla pluralità dell’informazione e non l’amministrazione». E rincara: «Il ripetitore non dovremo neppure pagarlo noi. Lo abbiamo fatto per limitare i disagi alla popolazione, e invece...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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