Finanza
Solvay, a Ponteginori scatta la “cassa”
Venti i lavoratori interessati dal provvedimento per il mancato rinnovo delle concessioni minerarie
PONTEGINORI
Una ventina di lavoratori in cassa integrazione nello stabilimento di Ponteginori. È l’effetto diretto del mancato rinnovo delle concessioni minerarie denominate "Poppiano" e "Cecina" e l'inibizione all'attività in quella denominata "Volterra". Il provvedimento della Solvay parla chiaro.
I riflessi sugli addetti, oltre la metà dell’organico in forza all'unità produttiva di Ponteginori, sono un primo segnale pesante di difficoltà. Anche perché l’azienda non nasconde che il blocco delle concessioni impedisce «il rispetto della pianificazione industriale pluriennale, indispensabile per la coltivazione del sale».
E gli effetti in negativo rischiano di essere a cascata. Il blocco, infatti, penalizza già da tempo il normale approvvigionamento di salamoia per lo stabilimento di Rosignano.
Il perdurare della situazione, infatti, potrà comportare l'attivazione di ammortizzatori sociali anche al personale addetto alle attività dell'intero insediamento industriale di Rosignano, per il quale la salamoia è una materia prima indispensabile. «È una decisione sofferta e gravosa, ormai inevitabile, che purtroppo penalizza il nostro personale, in un contesto di forte crisi che fino a ieri abbiamo gestito senza ricadute occupazionali negative», afferma il direttore Michèle Huart. Che aggiunge: «Inoltre, questa situazione frena la competitività dello stabilimento di Rosignano sia nei confronti dei concorrenti esterni, sia all'interno del Gruppo Solvay».
Uno scenario a tinte fosche, quello tratteggiato dal direttore Huart. Che amplifica gli effetti dello stop alle concessioni. Da anni ormai è in atto una sorta di battaglia a suon di rinnovi di concessioni e ricorsi al Tar. E da settimane è in corso un braccio di ferro tra le istituzioni e la Solvay per la programmazione produttiva e occupazionale in Valdicecina. Rapporti inaspritisi dopo gli atti del Comune di Volterra, che hanno bloccato l'attività della multinazionale belga (e di Atisale).
Solvay spiega che l'attività mineraria comporta l'impiego di personale specializzato e di attrezzature dedicate ad uso esclusivo e di elevato investimento. E non manca di sottolineare che la cassa integrazione in deroga per modalità e tempi non avrà alcun riflesso negativo sui livelli di sicurezza del personale in servizio e sull'ambiente. Termini che «saranno oggetto di approfondimento e valutazione con le parti sociali interessate, nel rispetto delle normative vigenti».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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