Il Tirreno

Pontedera

I panettoni avanzati a Natale per sfamare i camionisti bloccati

di Paola Silvi PONTEDERA Hanno sparso il sale davanti ad un’abitazione di una signora non vedente de La Rotta bloccata in casa. Spalato la neve, rimosso rami che impedivano la circolazione stradale,...

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di Paola Silvi

PONTEDERA

Hanno sparso il sale davanti ad un’abitazione di una signora non vedente de La Rotta bloccata in casa. Spalato la neve, rimosso rami che impedivano la circolazione stradale, rimesso in carreggiata auto slittate ai bordi. Hanno trasportato cibo e bevande calde, risposto in tempo reale alle decine di segnalazioni arrivate. E hanno cercato in piena notte un barbone che per ripararsi dal gelo aveva improvvisato un rifugio al confine di Fornacette. «Niente di speciale – sdrammatizza Riccardo Montinaro, commissario locale della Croce Rossa – abbiamo fatto solamente il nostro dovere». Montinaro si è alternato alla guida di oltre un centinaio di volontari che hanno sfidato il grande freddo. Martedì l’allerta neve è scattata, il piano d’emergenza anche. E la macchina della protezione civile si è messa subito al lavoro. Senza sosta. Organizzando sopralluoghi, coordinando soccorsi e interventi di manutenzione, prevenendo ingorghi e disagi. «Abbiamo offerto il nostro sostegno» dando il via ad un’operazione dove le parole d’ordine sono state sinergia e collaborazione. Dalla Pubblica Assistenza alla Misericordia, dalla Croce Rossa ai dipendenti comunali che, a coppia e a turno, hanno mantenuto aperto Palazzo Stefanelli, dalle aziende private che hanno prestato i mezzi di trasporto ai tanti volenterosi, armati di pale e scope di saggina che hanno pulito marciapiedi e vie cittadine: «nessuno si è tirato indietro», sintetizza il vicesindaco Massimiliano Sonetti. E fra tante storie di ordinaria amministrazione ce n’è qualcuna che sa di speciale perché racconta attenzione alle diversità, cura dei dettagli e prontezza di riflessi. E’ il caso della signora cieca de La Rotta imprigionata fra le sue quattro mura. E’ il caso del clochard pontederese, alla ricerca di un tetto contro la morsa del gelo. Ma se per la prima si è risolto tutto per il meglio, per il secondo la soluzione è rimasta in sospeso. «Abbiamo passato in rassegna – dice Montinaro - l’intera area tra Pontedera e Fornacette ma non l’abbiamo trovato». In piazza Kennedy invece i volontari hanno tolto i rami caduti sotto il peso della neve che impedivano il passaggio delle auto. Squadre della Protezione Civile anche in centro, davanti alle farmacie e alla chiesa di San Giuseppe per garantire la viabilità di accesso e di uscita al poliambulatorio di via Colombo. «Siamo tornati più volte – aggiunge il responsabile - a liberare la rampa d’ingresso dell’ospedale Lotti che ripetutamente si ricopriva di ghiaccio e nella prima mattinata abbiamo aiutato, col pick up, qualche auto finita fuori strada sul cavalcavia di Fornacette in direzione Ponsacco». E ancora su e giù dai centri di primo soccorso, messi in piedi al PalaBellaria e alla Casa del Popolo della Rotta, fino al Cineplex, al piazzale del mercato per rifocillare un centinaio di camionisti in sosta. Camionisti che poi hanno pranzato in questi punti ristoro fai-da-te «Quest’anno però – sottolinea il presidente della Bellaria Piero Becattini – è andata molto meglio. Eravamo pronti ad accogliere chiunque avesse bussato alla nostra porta. Abbiamo dato da mangiare ai membri della polizia, dei vigili del fuoco, ai volontari, ai camionisti ed eravamo stati allertati per ospitare i passeggeri di 3 pullman, anche se poi hanno dirottato per Tirrenia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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