Sicurezza
Avone e Cavalcanti: dagli invasi nasce l’acquedotto agricolo
VOLTERRA Dopo tre anni di studi, gli invasi Avone e Cavalcanti di Volterra potranno diventare cantiere per mano del Consorzio di Bonifica Valdera, visto che è già disponibile un finanziamento di un...
VOLTERRA
Dopo tre anni di studi, gli invasi Avone e Cavalcanti di Volterra potranno diventare cantiere per mano del Consorzio di Bonifica Valdera, visto che è già disponibile un finanziamento di un milione e 400 mila euro della Regione Toscana per la loro valorizzazione e per il pieno recupero della funzionalità idraulica.
Gli invasi nella scorsa primavera sono stati anche testati con una manovra idraulica importante sotto la direzione dell’ingegner Gianluca Soro, direttore del Consorzio: il funzionamento in continuo, acquisendo i dati che indicano se è necessario prevedere ulteriori interventi per effettuare lo svaso rapido dell’invaso in condizioni di emergenza. Dopo quella prova è partita la fase definitiva di progettazione.
Gli invasi sono una grande risorsa, un piccolo tesoro di 250mila metri cubi d’acqua, che sarà a disposizione del servizio antincendio (sarà questo il più grande centro di rifornimento della provincia di Pisa) e dell’irrigazione agricola.
Questa, infatti, è una delle priorità che il commissario straordinario della Bonifica Valdera Edoardo Villani ha più volte sottolineato intorno ai lavori di studio e di rilievi che interessano queste “ferite” del terreno che conservano acqua.
Dagli invasi potrà partire, una volta recuperati, il primo vero acquedotto agricolo dell’Alta Valdera. «Si tratta di un’opera importante e di un futuro altrettanto strategico — dice Villani — perché gli invasi potranno essere il gigantesco serbatorio di un sistema di irrigazione (il primo in provincia di Pisa), con il quale l’acqua, attraverso una grande conduttura, arriverà alle aziende agricole. Inizialmente, secondo le stime, sarebbero una quarantina».
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