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La scarpa che non stanca debutta sul mercato

La scarpa che non stanca debutta sul mercato

La presentazione ufficiale è in programma a marzo al “Micam” di Milano L’altro giorno l’anteprima per le autorità al calzaturificio Maruska di Castelfranco

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CASTELFRANCO

«Occorreva un grande progetto ad innovazione tecnologica oltre che di moda e qualità, quello  realizzato proprio in questa località a tradizione calzaturiera, per ottenere una scarpa femminile d’eccellenza sul mercato mondiale, quale sarà “Eco HT Shoes”, con le caratteristiche “Made in Tuscany” e “Made in Italy”. Risultato ottenuto in sinergìa con enti di ricerca quali Laboratori Archa, di Pisa, Arts-Lab, istituto di robotica della Scuola Superiore Sant’Anna e Dipartimento di chimica industriale dell’Università di Pisa. Ai quali s’è aggiunta una filiera del territorio».

L’ha detto il sindaco Umberto Marvogli nel calzaturificio Maruska, dopo che il titolare Giovanni Tempesti aveva guidato una visita in azienda, in cui abbiamo visto come dal fax di un modello viene sviluppata la nuova calzatura al computer. Un sopralluogo per verificare l’imminente entrata un produzione della innovativa scarpa da donna che ha tra le peculiarità anche quella di non stancare il piede, nemmeno con un tacco alto 10.

La presentazione avverrà al Micam di Milano, in marzo. La realizzazione del progetto avrà importanti ripercussioni socio-economiche nel settore della calzatura, in quanto favorirà la diffusione del know-how e dell’esperienza alle nuove generazioni di produttori, stilisti e tecnici. In controtendenza con l’esternalizzazione della produzione verso altri Paesi, che determina un calo non soltanto dei costi ma anche del livello qualitativo. E attraverso un’opportuna politica di diffusione dei risultati, sia ai fini commerciali, sia ai fini del trasferimento delle conoscenze, “Eco HT Shoes” s’è adoperata per creare professionalità da trasmettere alle nuove generazioni, al fine di assicurare un continuum generazionale al settore calzaturiero.

Il progetto, che ha impegnato ricercatori e aziende produttrici per due anni, è stato finanziato dalla Regione Toscana con un bando dell’anno 2009.  Alla presenza degli assessori provinciali Graziano Turini e Anna Romei, l’assessore regionale Gianfranco Simoncini ha concluso: «L’export toscano regge, nel distretto industriale delle pelli e del cuoio, ma va sostenuto con prodotti attenti anche all’ambiente. Aumenteremo i finanziamenti per il sostegno alla ricerca e allo sviluppo industriali, in quanto così si sostiene l’occupazione nelle aziende. Anche il credito deve avere più fiducia nel fare la propria parte».

Luciano Gianfranceschi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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