Sicurezza
Già 400 le firme contro il biogas
Il Comitato non esclude una grande manifestazione di piazza
SANTA MARIA A MONTE
Continua il braccio di ferro intorno all'impianto a biogas proposto dalla ditta Prati nella piana di San Donato. Il comitato “Tutela salute e ambiente San Donato”, per voce del consigliere provinciale del Pdl Silvano Melani e forte di oltre 400 firme raccolte, risponde alla Sebigas, l'azienda costruttrice, rilanciando con un nuovo incontro da farsi a metà febbraio con associazioni ambientaliste ed esperti, senza escludere anche una vera e propria manifestazione di piazza.
«Siamo decisamente preoccupati - dice Melani - ed il modo in cui è stata gestita la faccenda dal sindaco è molto scorretta. Hanno fatto la loro delegazione a dicembre per andare a visitare un impianto nel nord Italia, hanno concordato con la ditta, il tutto senza la minima partecipazione dei cittadini».
Salute, impatto paesaggistico, maleodoranze, viabilità: molti i punti su cui il comitato vuole vederci chiaro. «La monocoltura intensiva in assenza di rotazione è deleteria - scrivono dal comitato - e fa largo uso di concimi chimici, consumando tantissima acqua da prelevare da falde acquifere sempre più povere e inquinate, senza contare gli effetti deleteri che l'impianto avrà sugli affitti dei terreni limitrofi, che saliranno, e sulla svalutazione delle case. Studi dimostrano che in impianti come questo, nel caso di temperature non abbastanza elevate, potrebbero proliferare numerosi batteri, come salmonelle e escherichia coli. Il digestato, residuo della produzione di biogas, presenta inoltre alcuni svantaggi come fertilizzante, quali: facilità di dilavamento, emissione di ammoniaca, rischio di erosione dei terreni e inquinamento della falda».
Stesso genere di preoccupazioni sul fronte della viabilità e dell'impatto paesaggistico. «Quest'impianto necessiterà di circa 400 ettari dedicati alla produzione - continua il comitato - ma quando la stessa ditta propose di investire in 10 ettari di pannelli fotovoltaici la Soprintendenza bocciò l'idea appellandosi alla vocazione agrituristica dell'area».
Di parere diverso il Partito Democratico, che annuncia una campagna di informazione sul tema. «Pdl e Udc vogliono allarmare i cittadini per scopi elettorali - commenta il segretario comunale del Pd Antonio Torrini -. Ribadiamo che a San Donato non è prevista combustione dei rifiuti. Il privato ha richiesto un'autorizzazione alla Provincia e l’amministrazione, invitata ad esprimere solo un parere, ha prodotto importanti indicazioni, fra cui l'allontanamento dell’impianto dal lago, il potenziamento della viabilità e una maggiore copertura per un migliore inserimento nel paesaggio».
Nilo Di Modica
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