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Città aperta: «Salviamo il giudice di pace»

Città aperta: «Salviamo il giudice di pace»

VOLTERRA Sulla questione dell’imminente soppressione del Giudice di pace di Volterra interviene anche la capogruppo di Città aperta Rosa Dello Sbarba, invitando ad un impegno comune e condiviso con...

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Sulla questione dell’imminente soppressione del Giudice di pace di Volterra interviene anche la capogruppo di Città aperta Rosa Dello Sbarba, invitando ad un impegno comune e condiviso con tutta la Val di Cecina. Stiamo ancora parlando di quanto previsto dalla legge delega di conversione del decreto legge 138/2011, che prevede appunto la perdita per il Colle, come per molte altre realtà locali, dell’ufficio del giudice di pace.

«Riteniamo indispensabile – afferma la capogruppo Rosa Dello Sbarba - un lavoro istituzionale deciso da parte di tutte le amministrazioni comunali della Valdicecina e di tutte le istituzioni che sono interessate al mantenimento e allo sviluppo del territorio».

Anche in questo caso, il cruccio per la capogruppo di Città Aperta è «la mancata adesione di Volterra all’Unione dei Comuni che sicuramente complica la faccenda ed è per questo che chiediamo al sindaco Buselli, prima di cercare appoggio oltre i confini naturali del proprio territorio di competenza, di iniziare il lavoro istituzionale presso l’Unione dei Comuni nell’intento di trovare tutte le risorse economiche necessarie al mantenimento del servizio».

Una ricerca di condivisione e di lavoro comune, ma per far ciò «auspichiamo che proprio il sindaco trovi un briciolo di senso istituzionale, e capisca che la linea da seguire è quella istituzionale e non quella dell’accattivarsi o cavalcare comitati con proclami fini a se stessi, e che fanno solo del male alla città».

L’appello finale per Dello Sbarba è rivolto alla Cassa di risparmio di Volterra ed alla sua Fondazione. Una richiesta precisa. «Si fa appello anche a tutti gli altri soggetti istituzionali – conclude la capogruppo Dello Sbarba – affinché, sulla linea di lavoro che ha portato alla nomina del direttore del Museo Guarnacci, sia possibile trovare una soluzione anche per il mantenimento di questo importante servizio».

Riccardo Rinaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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