Gioco
Braccio di ferro sul fotovoltaico: Fedi fa ricorso al Tar
Domattina la ditta presenta le carte al Tribunale regionale contro il “no” della Provincia ai 4 impianti di S.Miniato Basso
di Giacomo Pelfer
SAN MINIATO
Di ricorsi, nella lunga vicenda del fotovoltaico sanminiatese, ne erano stati annunciati tanti, a più riprese. Adesso invece, pare che alle carte bollate si arriverà veramente. Sarà depositato domani mattina, presso il Tribunale amministrativo regionale, il ricorso della Fedi Impianti contro la Provincia di Pisa. L'azienda, incaricata di realizzare e gestire i quattro impianti fotovoltaici di San Miniato Basso, si dice determinata a far valere fino in fondo le proprie ragioni, contestando il blocco delle attività imposto dalla Provincia nei giorni scorsi, sollevando il mancato rispetto dei termini per l'inizio dei lavori.
Il braccio di ferro con la Provincia. «Il ricorso doveva essere depositato già venerdì pomeriggio – spiegano dall'azienda – ma i nostri legali hanno preferito ricontrollare tutto in modo che fosse impeccabile». I quattro impianti in questione erano stati autorizzati a cavallo tra 2010 e 2011, mentre le convenzioni (che di fatto danno avvio ai progetti) sono state sottoscritte tra il 27 dicembre e il 5 gennaio scorsi, praticamente allo scadere del termine di un anno previsto dalle determine della Provincia. Da qui le proteste dei residenti, che rischiano di ritrovarsi accerchiati tra i pannelli e la discarica di Ventignano. Proteste che avevano innescato il controllo della Provincia e il successivo blocco ai lavori, subito contestato dall'azienda. «A prescindere dalla decisione – spiegavano ieri dagli uffici provinciali – il nodo sarà sciolto definitivamente entro la metà della prossima settimana». «Noi intanto presentiamo ricorso – ribatte il presidente della Fedi Impianti Marco Matteini – ; se poi arriverà lo sblocco ai lavori lo ritireremo».
La posizione dell'azienda. «Ci sentiamo danneggiati da una decisione irrituale e scorretta – prosegue –. Lo stop è stato dato prima della scadenza dei termini, che in base alle convenzioni non corrisponde alle date delle determine, ma all'ultimo giorno di pubblicazione sull'albo pretorio. Non solo: le contestazioni mosse si riferiscono alla normativa sull'edilizia, mentre gli impianti di questo tipo rispondono alla legge 387 del 2003, e ci sono fior di sentenze a dimostrarlo. Abbiamo già documentato tutto in Provincia».
L'affare in ballo. La Fedi Impianti detiene circa il 20% delle quattro società titolari delle autorizzazioni ed avrà il compito di gestire gli impianti per i prossimi 25 anni. Tra gli appezzamenti che li dovrebbero ospitare, il più grande (da 993 Kwp), un tempo intestato a Paola Cupelli, è stato addirittura venduto alla società titolare del progetto. Per gli altri, invece (uno di Alessandro Terreni e due di Mario Cupelli dell'omonima azienda agricola) i proprietari riceverebbero un canone annuo per il diritto di superficie. Il mancato sblocco da parte della Provincia, inoltre, farebbe venir meno anche gli oneri di compensazione che la ditta, in base alle convenzioni, è tenuta a pagare annualmente al Comune di San Miniato. Si tratta complessivamente, per i 4 impianti, di 44.280 euro annui (più di 1 milione in 25 anni).
Il nodo degli incentivi. Sul futuro degli impianti e dell'intero settore, comunque, molto potrebbe anche dipendere dalla stretta sugli incentivi, per il fotovoltaico in aree agricole, inserita dal governo all'articolo 65 del decreto Milleproroghe.
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