Finanza
Senza pazienti Asl rilancio a rischio
La Cgil sul futuro del S. Chiara: se verrà favorita la domiciliarità degli anziani, sarà difficile far quadrare i conti dell’azienda
di Andreas Quirici
VOLTERRA
Senza pazienti inviati in convenzione dall'Asl non sarà facile mettere in pratica il piano industriale presentato per il Santa Chiara dal presidente Renato Bacci. A dirlo è Sonia Antoni, sindacalista della Cgil che sta seguendo la vicenda per conto dei lavoratori dell'azienda di servizi alla persona. Nel corso del 2010 e di parte del 2011 i posti letto occupati si sono mantenuti per larghi tratti vicino alle 70 unità su un totale di 74. Oggi siamo a 54.
«La situazione dipende dall'Asl che non manda più pazienti al Santa Chiara – spiega Antoni – e questa è una vicenda ancora tutta da chiarire e da capire. Per attuare al meglio il piano industriale del presidente Bacci serve programmazione da parte di politica e istituzioni come Regione, Società della Salute, Asl e Comune di Volterra rispetto a quel che intendono fare sull'assistenza agli anziani in Valdicecina. In pratica, se vogliono favorire la domiciliarità dei pazienti o se intendono, invece, continuare a mandarli in strutture come il Santa Chiara».
Il nodo da sciogliere è molto importante, proprio per il futuro dell'azienda di servizi alla persona rispetto alla dichiarata intenzione di Bacci di mettere in equilibrio i conti di gestione entro pochi anni.
Il 13 febbraio ci sarà l'incontro tra la direzione dell'Asl per discutere del piano industriale e della convenzione per il 2012 che non è ancora stata sottoscritta.
Una buona parte del piano industriale si basa proprio sugli introiti relativi all'assistenza agli anziani in convenzione con l'Asl. Anche se nel documento è comunque contenuta la prospettiva di una diminuzione.
Sabina Ghilli, direttore della Società della Salute di Volterra spiega che «non c'è ancora nulla di definito per la Valdicecina rispetto a questa problematica, visto che le parti devono ancora incontrarsi».
L'unica cosa certa è che, «nell'ambito delle politiche regionali sulla non autosufficienza la Regione Toscana assegna alle Società della Salute o alle zone-distretto risorse sulla base di specifiche azioni progettuali propriamente definite "progetti regionali di non autosufficienza" con l'obiettivo di favorire la domiciliarità dell'anziano. Queste azioni progettuali sono finalizzate e devono pertanto essere rendicontate come azioni per il mantenimento della persona anziana non autosufficiente presso il proprio domicilio».
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