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Pontedera

Vendeva articoli sprovvisti del marchio di sicurezza

Vendeva articoli sprovvisti del marchio di sicurezza

Non c’era il marchio “Ce” che, nel commercio, è sinonimo di sicurezza. Un marchio obbligatorio ma che, su ben cinquemila articoli, all’interno di un negozio, gestito da cinesi

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Non c’era il marchio “Ce” che, nel commercio, è sinonimo di sicurezza. Un marchio obbligatorio ma che, su ben cinquemila articoli, all’interno di un negozio, gestito da cinesi, nell’area della Valdera, gli uomini dellaGuardia di Finanza hanno scoperto e sequestrato.

L’operazione è stata effettuata dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Pontedera, nei giorni scorsi: i 5mila articoli sequestrati hanno un valore commerciale di 70.000 euro. Erano all’interno di un noto negozio gestito da imprenditori cinesi della Valdera che, tra l’altro, è stato multato: oltre 40 mila euro, la sanzione a carico del titolare.

Fra la merce sequestrata c’erano centinaia di apparecchi elettrici da illuminazione, lampadine, componenti elettrici, utensileria varia, prodotti per la casa. Nessuno rispettava gli standard di sicurezza previsti dall’apposito Decreto legge. Proprio per questo possono risultare pericolosi per la salute del consumatore. O provocare incidenti domestici, anche gravi. L'operazione delle Fiamme Gialle pontederesi è frutto di un'ampia attività di ricognizione effettuata nei confronti di negozi gestiti da imprenditori di nazionalità cinese presenti nella zona della Valdera.

  Le violazioni del Codice del consumo - che impone di riportare la denominazione legale del prodotto, le informazioni sul produttore o importatore in Europa, la provenienza se extraeuropea, la presenza di materiali potenzialmente dannosi e le istruzioni d'uso - sono state riscontrate in almeno l'80 per cento del materiale esaminato. Al momento dell'intervento i finanzieri hanno constatato l'afflusso continuo di clienti, attratti dalla convenienza dei prezzi, bassi da rendere i prodotti praticamente fuori mercato.

La filiera del risparmio, della quale apparentemente si giova il consumatore finale, è lunga: costi minimi della manodopera talvolta minorile, aggiramento dei dazi doganali,  impiego di materiali scadenti e pericolosi. L'operazione rientra nell’ambito di una serie di controlli della Guardia di Finanza diretti a  verificare la regolarità nella vendita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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