Attenzione
La rivolta dei sindaci contro il nuovo 118 «Così ci penalizza»
Lettera infuocata alla direzione generale dell’Asl 11 «Vengono dequalificati i servizi di emergenza e urgenza»
di Cristiano Marcacci
SANTA CROCE
Inappropriata. Inopportuna. Penalizzante.
Tre aggettivi pesanti. Sono quelli con i quali i sindaci dei Comuni di Santa Croce, Montopoli, San Miniato e Castelfranco, rispettivamente Osvaldo Ciaponi, Alessandra Vivaldi, Vittorio Gabbanini e Umberto Marvogli, bollano la riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza sul territorio del Valdarno Inferiore. Il loro giudizio sulla ristrutturazione della rete 118 è chiaramente riportato in una lettera che i quattro esponenti delle altrettante amministrazioni municipali hanno inviato al direttore generale e al direttore sanitario dell’azienda Usl 11 di Empoli.
«Innanzitutto – scrivono i sindaci - vogliamo sottolineare la complessità sociale, demografica, ambientale, produttiva, economica ed infrastrutturale del Valdarno, che conta oltre alla elevata densità demografica, una enorme concentrazione di insediamenti produttivi conciari, contoterzisti, prodotti chimici, servizi, con la presenza di grandi e grandissimi impianti per il riuso e/o lo smaltimento e la depurazione dei sottoprodotti della conceria. Si può quindi ben comprendere che questo territorio non può essere lasciato senza alcun presidio sanitario. A fronte della ormai totale dismissione delle strutture ospedaliere del Valdarno Inferiore che doveva prevedere come contropartita l’impegno a non diminuire in nessun modo la dotazione della zona in termini di servizi territoriali e di strutture che servano da filtro rispetto al ricovero ospedaliero abbiamo avuto, in particolare negli ultimi due anni, un’accentuata tendenza da parte della dirigenza aziendale ad accentrare tutti i servizi, compresi in parte quelli territoriali, nell’ospedale di Empoli o nelle adiacenze, con conseguenze a nostro giudizio non positive anche sulla funzionalità della struttura ospedaliera di Empoli; mentre sarebbe stato necessario un processo di articolazione e di specializzazione dei servizi territoriali, che salvaguardasse in modo particolare le aree di confine tra il Valdarno Inferiore e la Valdera e tra il Valdarno Inferiore e le aree lucchese e pesciatina, si è andato sempre più impoverendo proprio il territorio di queste aree. Per questo motivo è andata crescendo negli anni la mobilità dall’area del Valdarno Inferiore verso le strutture ospedaliere e territoriali in particolare della Valdera».
In questo quadro, secondo i sindaci, si collocano l’indebolimento e la dequalificazione (esclusione del personale medico) dei servizi di emergenza-urgenza, che accentuano le difficoltà delle aree industriali del Valdarno e delle aree più lontane dalle strutture ospedaliere di pronto soccorso.
«Riteniamo pertanto la nuova organizzazione dell’emergenza e dell’urgenza – proseguono Ciaponi, Vivaldi, Marvogli e Gabbanini (quest’ultimo è anche presidente della Società della Salute) - inappropriata, inopportuna e altamente penalizzante per la nostra realtà che, grazie al proficuo apporto di un volontariato forte e sempre presente e disponibile, ha garantito, fino ad ora, presidi di eccellenza sanitaria territoriale».
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