La protesta
Apre la porta di casa il ladro la picchia e fugge a mani vuote
Ancora sotto choc la donna aggredita in pieno giorno «Si è spaventato quando ho gridato il nome di mio marito»
di Manolo Morandini
CASCINA
Suonano alla porta, in pieno giorno. Il tempo di aprire e le mura di casa si trasformano in prigione. L’aguzzino è un uomo di mezza età. «Non ho fatto in tempo ad affacciarmi che sono stata strattonata, spinta dentro e afferrata per il collo». Ha la voce rotta, la signora. Lo spavento è ancora forte. «Voleva i soldi, l’oro».
San Lorenzo alle Corti, ore 14. L’ora del pranzo e del rientro a casa del marito. Un abitudine che ha fatto tenere bassa la guardia alla donna. «Ho aperto la porta sbadatamente – dice –. Invece, di mio marito mi sono trovata di fronte una faccia poco raccomandabile». Un attimo. «A viso scoperto – racconta la signora –, ma non sono riuscita a metterlo a fuoco. Non saprei neppure riconoscerlo, mi ha subito afferrata per il collo prendendomi dalle spalle».
La voce ferma, con qualche inciampo da straniero. E botte, tante. «Sono piena di lividi». Segni che presto se ne andranno, al contrario delle ferite dell’anima. «Di giorno mi guardo intorno e la notte fatico anche a prendere sonno».
La dinamica. «Per entrare in giardino deve aver saltato il cancello». Riannoda i fili di quei drammatici momenti la donna. «Per questo me lo sono trovato subito di fronte aprendo la porta di casa». Un’abitazione in un complesso quadrifamiliare, terratetto, a San Lorenzo alle Corti.
«Chiedeva della cassaforte, voleva i soldi. E lo faceva strattonandomi, tenendomi per il collo. Non aveva armi». Poi la richiesta di aprire i cassetti dell’oro. «Voleva i gioielli. Ha chiesto di portarlo nella camera da letto, che è al primo piano. Ma nel salire ho trovato la forza di gridare. Urlavo aiuto e il nome di mio marito». Poi il buio. «Deve essersi spaventato. Ricordo di essere stata colpita e niente altro. Sono svenuta».
A ritrovare la donna è stato il marito. Riversa sul pavimento della camera. «Al pronto soccorso mi hanno giudicata guaribile in due settimane. Ho riportato lesioni multiple su tutto il corpo, ma nessuna ferita, e un trauma cranico. Per i medici a stendermi è stato un cazzotto sulla nuca».
Dalla casa l’aggressore è fuggito a mani vuote. Sul caso indagano i carabinieri di Navacchio a cui la donna si è presentata per sporgere denuncia.
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