Il Tirreno

Pontedera

Una talpa d’acciaio per salvare i vigneti

Una talpa d’acciaio per salvare i vigneti

Tunnel sotto i campi per far passare il gasdotto senza compromettere ettari di campagna e colture di pregio

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Ha vinto la ragion di Stato, ma la coltivazione è stata rispettata». È ciò che si ripete Piergiorgio Castellani, nel guardare il cantiere di Snam Rete Gas che attraversa i suoi vigneti nella tenuta di Ceppaiano, a Crespina. Anzi, che striscia sotto le sue viti di Chianti delle Colline pisane, a due metri e più di profondità nel sottosuolo. Un baco d’acciaio sta mordendo il terreno per scavare il tunnel in cui scorreranno i tubi del metanodotto Collesalvetti-Palaia.

Il gasdotto è un corridoio di 29,5 chilometri che attraversa il territorio di otto Comuni. Da Collesalvetti a Lari, per passare da Capannoli, Fauglia, Crespina, Ponsacco, Pontedera e Palaia. Un’opera di interesse nazionale, necessaria per potenziare la rete di distribuzione in provincia: urgente e indeferibile riportano le carte dell’autorizzazione rilasciata dalla provincia di Pisa. «È stato realizzato il 70% dei lavori – spiegano dal quartier generale di Snam Rete Gas –. Il completamento delle opere principali e la messa in esercizio è prevista per il mese di dicembre». Dopo quattro anni di attesa il progetto ha preso gambe a metà dello scorso anno. Un investimento da 22 milioni di euro che ha conosciuto più di un intoppo nell’avanzare del “tubone”. Al punto che la data di fine lavori è slittata di oltre un anno.

Lavori senza sosta, dal lunedì alla domenica, ma a intermittenza. Più di un inciampo lungo il tracciato. Più di un proprietario di vigne, vivai o frutteti che si è messo di traverso. E così alle ruspe, che nel caso della tenuta Castellani minacciavano oltre mezzo ettaro di vigne, si è sostituito il più costoso “bruco”. La tecnologia ha un nome impegnativo “Trenchless”e permette di posare le tubazioni in gallerie senza scavo a cielo aperto.

«In teoria il progetto garantisce la possibilità di continuare a coltivare il terreno – dice Castellani –. Non sono un tecnico per valutare se ci saranno implicazioni. A regola la fascia fertile dovrebbe essere preservata».

Il bruco è sfilato anche sotto al vigneto di Francesco Pampaloni, a Valtriano di Fauglia. «Non ho avuto alcun danno dal cantiere – dice l’imprenditore agricolo –. Il tunnel ha tagliato nel sottosuolo la vigna per 155 metri a circa tre metri di profondità. Un lavoro che ha richiesto un cantiere di oltre un mese».

L’arrivo delle ruspe ha sollevato un gran polverone. Tanti gli agricoltori che non ci stavano a veder trasformare i loro campi in una sorta di groviera. Sono volate le carte bollate, ma si è fatto largo anche il buon senso. Il colosso del gas pur di far correre il tubo ha rivisto in più di un caso la propria offerta di risarcimento danni e le soluzioni per attraversare le proprietà.

A colpo d’occhio i cumuli di terra lungo il tracciato del gasdotto sono una ferita aperta. Eppure l’azienda a cui fanno capo i lavori garantisce i ripristini ambientali. «Una volta posata e rinterrata la condotta, viene eseguito il ripristino geomorfologico e vegetazionale su tutta la linea – spiegano i tecnici Snam –. Le metodologie di esecuzione delle semine e dei rimboschimenti nonché la scelta delle specie sono concordate con la Forestale e con gli altri enti istituzionalmente competenti, anche con sopralluoghi congiunti». Che aggiungono: «L’effetto finale che viene ottenuto è il ripristino del suolo alle condizioni originarie, con un rafforzamento della sua stabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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