La manifestazione
Quattro impianti “appesi” al Tar
Guerra tra le famiglie che vivono vicine ai terreni e l’azienda che deve realizzare
SAN MINIATO
Alle carte bollate si arriverà in ogni caso, qualunque sarà la decisione della Provincia in merito ai quattro campi fotovoltaici di viale Marconi. Sul tavolo del Tribunale amministrativo regionale almeno un ricorso arriverà.
Sono giorni di contatti e trattative per il futuro degli impianti di San Miniato Basso, bloccati il 12 gennaio dagli uffici provinciali, che avevano sollevato il mancato rispetto dei tempi per l'inizio dei lavori previsti nelle determine, arrivate a convenzione nell'ultimo giorno utile. Una decisione contestata dalla Fedi Impianti, l'azienda che detiene circa il 20% delle quattro società titolari delle autorizzazioni, incaricata dell'effettiva realizzazione degli impianti e della loro gestione per i prossimi 25 anni.
La ditta Fedi si dice sicura di aver agito nel pieno rispetto delle norme, e reclama da giorni un rapido sblocco della situazione, soprattutto per evitare che lo slittamento dei tempi faccia saltare gli incentivi con i relativi finanziamenti da parte delle banche. In attesa che la Provincia sciolga il nodo, alcuni rappresentanti della Fedi Impianti hanno incontrato ieri mattina le famiglie che vivono di fronte ai terreni, alla ricerca di un improbabile compromesso che metta fine alle proteste.
«Finché ci sarà una possibilità per evitare gli impianti, non abbiamo intenzione di raggiungere alcun accordo – precisa Katia Quagli –. Se la Provincia dovesse sbloccare i lavori presenteremo ricorso al Tar». In caso contrario, ad andare per vie legali sarebbe la Fedi Impianti. «Stiamo preparando le carte – dice Marco Matteini, presidente dell'azienda –. Se lo sblocco non arriva le depositeremo. Abbiamo dimostrato che i termini sono stati rispettati: chiedere la revoca del blocco è un nostro diritto. Ormai la Provincia ha avuto tutto il tempo per valutare; se lo sblocco non arriva significa che c'è la volontà precisa di danneggiarci». (g.p.)
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