Sicurezza
Pian di Goro, l’invaso anti-siccità
Salvare Saline, il Comitato ribadisce: no al lago di Puretta Nel documento alle istituzioni tutte le soluzioni alternative
di Andreas Quirici
VOLTERRA
Abbandonare il progetto dell'invaso di Puretta sostituendolo con un lago da una ventina di milioni di metri cubi d'acqua la cui collocazione è già stata individuata a Pian di Goro dall'Ato, dagli enti locali e dalle associazioni ambientaliste. E' questa una delle richieste avanzate dal Comitato per la difesa della Valdicecina riassunte in un documento in cui è contenuta anche la proposta di sospendere la ratifica della Valutazione d'impatto ambientale, aprendo l'iter per una nuova Via che valuti pannello per pannello di coltivazione mineraria e che abbia validità massima di 5 anni e non 30 come quella del 2004.
Il Comitato, poi, chiede anche che di riflettere sull'utilizzo del sale. «E' giusto che un sale di qualità superiore non sia usato per produzioni altamente specializzate come la chimica fine, la farmaceutica o l'alimentazione, invece che per la produzione di cloro soda?». Nel documento, poi, si ricordano che la prima commissione tecnica ambientale aveva previsto «l'avverarsi di estese aree di subsidenze lontano dai cantieri di estrazione per effetto della grande solubilità del sale e dei gessi in cui è compreso. Ciò come conseguenza dell'immissione artificiale di acqua che solo in parte viene riestratta con la salamoia, ma rimane in gran parte del sottosuolo e continua la sua azione di dissoluzione di residui di sale e gessi con conseguenze inimmaginabili». Le subsidenze, del resto, sono un problema che nell'ultimo mese hanno generato «camini di collasso al Botro Gagno a circa 250 metri a monte dalla strada 68, in località San Domenico» e che in tutta la zona ormai sono molto evidenti.
A Solvay il Comitato chiede di «proporre un nuovo e rispettoso uso dell'acqua dolce indirizzato al risparmio con dissalazione, utilizzo di acque di depurazione e acqua marina per le sue lavorazioni». E in più, di sospendere tutti gli emungimenti di acqua di falda non appena il minimo deflusso vitale del fiume verrà rilevato da una o più opportune stazioni idrometriche distribuite nei punti critici del corso d'acqua. E, a garanzia dell'attuazione di quanto richiesto «si nomini un Osservatorio composto da membri indicati dalle amministrazioni locali e da esponenti della società civile», da non confondersi con una nuova commissione tecnica, visto che ce ne sono già state due nel passato che hanno valutato la vicenda.
Quindi, una delle priorità è l'abbandono del progetto su Puretta, definito «inutile per l'emergenza acqua, costoso e impattante». L'alternativa è «il potenziamento della Carlina, l'approvvigionamento idrico attraverso le sorgenti limitando emungimenti in falda, puntando però a realizzare un invaso a Pian di Goro e, nel frattempo istituzionalizzando i laghetti privati di Casole d'Elsa e Radicondoli che hanno una capacità sufficiente di acqua da rilasciare in alveo del fiume Cecina per integrare il campo pozzi di Puretta e quindi consentire il superamento degli eventuali deficit idrici».
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