Sicurezza
La rabbia: «A fine anno strappo la tessera del sindacato»
di Sabrina Chiellini Foto di Franco Silvi PONTEDERA La protesta degli autotrasportatori ha fatto tappa, da ieri mattina, anche lungo la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e probabilemente stamani...
di Sabrina Chiellini
Foto di Franco Silvi
PONTEDERA
La protesta degli autotrasportatori ha fatto tappa, da ieri mattina, anche lungo la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e probabilemente stamani riprenderà.
Il primo concentramento di camion è stato organizzato all’uscita di Ponsacco, alle 9. Il secondo a Pontedera, a partire dalle 11. I camionisti volevano andare avanti ad oltranza con la protesta. Alcuni sono stati identificati. Con tutti le forze dell’ordine, al lavoro polizia di Stato, Stradale, carabinieri e polizia municipale, hanno scelto la strada del dialogo evitando di esasperare ulteriormente gli animi.
Non sono stati veri e propri blocchi: la circolazione ne ha risentito prima con rallentamenti e poi con il traffico deviato lungo la viabilità secondaria. Le forze dell’ordine hanno fatto in modo che gli automobilisti lasciassero varchi per le auto e per i tir che volevano passare e nel pomeriggio, a partire dalle 16.30, gli svincoli della strada di grande comunicazione che erano stati occupati sono stati “liberati” dai camion. «Volevano andare avanti ad oltranza - ha spiegato la polizia - ma c’erano anche autisti che volevano rimettersi in marcia, che sono stati trattenuti anche contro la loro volontà». Così a metà pomeriggio, dopo un lungo confronto con un gruppo di camionisti investiti del ruolo di coordinatori della protesta, gli autisti hanno messo in moto i camion e sono tornati al lavoro. Non sono mancati momenti di tensione soprattutto , durante la mattina, i manifestanti hanno costretto alcuni colleghi, soprattutto autisti dipendenti di aziende, a fermarsi anche non ne volevano sapere (sono stati pochi casi) di unirsi al blocco.
«Non possiamo andare avanti in queste condizioni – dice Gianluca Cipriano, 31 anni, di Ponsacco, uno dei primi a partecipare al blocco all’uscita della superstrada a Ponsacco – Stamani (ieri) quando siamo arrivati abbiamo parcheggiato il camion lungo la rotatoria e bloccato altri autisti. Faccio il camionista da molti anni ma ora la situazione è diventata insostenibile. Il prezzo del gasolio ci mette in ginocchio. Dal sindacato ci aspettiamo sempre meno, tante promesse e pochi cambiamenti. A loro interessa solo che abbiamo la tessera».
Anche Alessandro Pirone, 50 anni, di Pontedera, non si tira indietro. «Guido il camion da 32 anni – dice –- questa è la crisi peggiore che viviamo. Non ce la facciamo ad arrivare alla fine del mese. Siamo esasperati e queste sono le conseguenze».
«La nostra è una protesta spontanea - dice Claudio Perini, 55 anni, di Ponsacco che trasporta rifiuti da Prato a Peccioli - il sindacato non c’entra e la categoria che si sente schiacciata dalla crisi». «Spendo 5mila euro al mese di gasolio – dice Giovanni, 40 anni, di Pisa – una cifra esorbitante. E poi ti costringono a viaggiare sotto pressione, tra controlli e regole sempre più rigide. Non puoi fare un’ora di straordinario altrimenti rischi i punti sulla patente. Questo è l’unico modo che abbiamo per fare sentire la nostra voce, per chiedere condizioni migliori».
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