Trasporti
Chiude col silicio e si dimette
Lascia l’incarico il consigliere provinciale Giani, uno dei protagonisti degli intrecci sul fotovoltaico
SAN MINIATO. Esce di scena Francesco Giani. L’avvocato ambientale eletto consigliere provinciale in quota Pd ha presentato le sue dimissioni dalla carica e dagli incarichi collegati. Il suo è uno dei volti che si specchiano nell’affare del fotovoltaico sanminiatese. Un lago di silicio, ben 48 ettari, quelli previsti dalla giunta di San Miniato, mettendo insieme tanti piccoli impianti per aggirare le norme sulla valutazione di impatto ambientale.
Nel caso di Giani si è parlato di conflitto d’interesse. Di commistioni tra pubblico e privato nell’ambito di una vicenda che continua a scaldare gli animi nella città della Rocca. E i cui riflessi dagli specchi di nero silicio continuano a illuminare gli imbarazzi di una politica vittima degli equilibri interni. Il partito liquida la faccenda con una nota: «Per evitare equivoci e per completezza, Giani, in accordo con la segreteria del partito, ha deciso di sottoporsi alle verifiche interne del Pd presso il collegio di garanzia al fine di sollecitare una valutazione in merito alla sua aderenza al Codice etico di cui il Partito si è dotato: non è stato addebitato alcun rilievo in relazione alle vicende che lo hanno visto, suo malgrado, alcuni mesi fa, al centro di un’accesa ed aspra campagna stampa». Un preludio estivo che si concretizza in pieno inverno. Ma di nomi e intrecci da sciogliere ce ne sono più di uno. E il rischio è che lo scotto resti in carico al solo Giani, forme a parte è l’unico ad aver fatto un passo indietro «per ragioni relative all’impegno conseguente allo svolgimento della sua professione ed all’incarico di docenza presso l’Università di Pisa».
Al di là delle inopportunità di ruoli e scelte, dove non arriva la politica potrebbe andare avanti l’inchiesta che da mesi impegna la procura della Repubblica di Pisa. Comincia nel maggio scorso l’azione delle Fiamme gialle che fanno partire le indagini da Volterra. Anche qui, infatti, ricorre il nome di Giani come quello di Francesco Meneguzzo che insieme alla Scuot Srl si erano uniti in una scrittura privata per dare gambe allo sbarco delle rinnovabili sul territorio. Dal mini eolico etrusco al fotovoltaico all’ombra della Rocca.
Tornano intanto a chiudersi, probabilmente in maniera definitiva, le porte della commissione comunale d'inchiesta sul caso fotovoltaico. Nell'ennesima seduta in forma segreta, ieri pomeriggio, è stato sciolto il nodo delle audizioni. Il presidente della commissione Michele Altini ha comunicato l'esito di un parere richiesto all'ufficio legale del Comune, che di fatto ha escluso la possibilità di ascoltare persone esterne. Niente audizioni quindi, neppure per i personaggi direttamente coinvolti nella vicenda o per i rappresentanti di gruppi e comitati. Nessuno potrà più parlare di fronte ai commissari. Vietata anche la deposizione di una memoria scritta. «Il regolamento non lo prevede – dice Altini –. Del resto non dobbiamo perdere di vista l'obiettivo della commissione, che è quello d'indagare sull'operato dell'amministrazione comunale per valutare il rispetto delle norme e dei regolamenti».
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