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Pontedera

Pausa pranzo, vado in sala e scommetto

Pausa pranzo, vado in sala e scommetto

Sono imprenditori, impiegati di banca, commercianti i nuovi malati di gioco. Per le feste le puntate raddoppiano

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di Francesca Suggi

PONTEDERA

C'è chi una mezz'ora prima magari ha finito di scrivere l'atto che depositerà in tribunale in giorno dopo. Oppure dietro a quel completo gessato si nasconde un imprenditore che ha appena riattaccato una telefonata intercontinentale dopo aver piazzato la nuova commessa. E poi ci sono commercianti, tanti, che insieme a professionisti e manager di mezz'età sono "i nuovi" scommettitori on-line della pausa pranzo. Ore 14.30: prima di rientrare in ufficio, quella capatina al video a caccia del jack pot di sala diventa quasi un rito quotidiano. Con una monetina da 0.50 il colpaccio è dietro l'angolo. E soprattutto nel mese di dicembre, sotto le feste appunto, la lancetta delle giocate si è impennata del 50% rispetto agli altri mesi dell'anno.

«Io non fumo e al posto delle sigarette mi concedo al massimo dieci euro da spendere qui e difficilmente torno a casa a mani vuote». Davanti alla sua postazione, alla sala The X Games in zona stazione a Pontedera, non vuole essere disturbato lui che di mestiere lavora in banca. Ognuno, nel suo altarino a rulli e click, vuole privacy. Guai sbirciare.

Sono per lo più uomini in pausa pranzo, anche se l'altra metà nel cielo non manca: le donne sono sempre a gruppetti. «Ci veniamo dopo il caffè, prima di rientrare in studio», dicono due amiche e colleghe di lavoro. Quella di Gimmi Scatassa è la prima sala dedicata alle Videolottery nata in zona. Dal marzo 2011 ad oggi sono oltre una decina i locali spuntati sul territorio. La partita è ghiotta e in 10 mesi non si sono fatte attendere le piccole Las Vegas di provincia, con una spesa pro-capite per il gioco intorno a 849 euro. Si fa fatica a respirare la crisi in queste mecche del gioco, ambienti luminosi, dotati di ogni confort. O, come dice anche lo stesso titolare, è proprio per l'effetto della crisi che le sale sono sempre più piene. «A differenza delle tradizionali slot che lavorano in autonomia, le videolottery hanno parametri di vincita più elevati e essendo in rete tutti sanno che le macchinette, in maniera randon, prima o poi rilasciano la vincita che può arrivare a tanto, l’altra settimana eravamo 22mila euro è sono stati vinti. Adesso il nostro jack pot di sala riparte, anche se il mega jackpot di Lottomatica a cui tutti puntano è alto. Con una giocata minima di 0.50 euro in teoria si può fare una grossa vincita», spiega il titolare della sala. Che guarda al mese di dicembre, periodo di feste e tredicesime. «Abbiamo avuto un incremento di giocate del 50%».

Archiviato lo stereotipo del giocatore incallito che di sera si rintana in sale buie e fumose seccando patrimoni, oggi la tribù di chi azzarda, lo fa alla luce del sole, in locali accoglienti, ed è sempre più "della porta accanto" e trasversale. E quindi professionisti, imprenditori, pensionati, casalinghe, badanti. Quelli del gioca e fuggi, insomma, che anche all’holliwoodiano Games Palace di Calcinaia, affollano la pausa pranzo. La sera, fino alle 22.30 è il momento delle coppie e il venerdì, soprattutto, nel locale di Calcinaia l’età si abbassa. «Tanti ragazzi appena maggiorenni vengono prima di andare nella discoteca qua vicino. Giocano per divertimento», commentano. L’incallito vero arriva in tarda serata e ci fa chiusura. I più assidui e spendaccioni hanno un loro privè. «Siamo gli unici della provincia ad avere un angolo del locale dove si accede solo a discrezione della direzione», concludono dalla sala faraonica del Torre White.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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