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Pontedera

L’imposta sulla pubblicità si abbatte sulle agenzie

L’imposta sulla pubblicità si abbatte sulle agenzie

Anche le promozioni sui viaggi vengono “tassate” e i controlli sono stati effettuati di nascosto, con foto scattate all’esterno delle vetrine, all’insaputa dei cittadini

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di Sabrina Chiellini

CASCINA

Il metodo, anche se legittimo, non è dei migliori. La società che si occupa della gestione dei tributi e dei canoni per conto del Comune di Cascina si sta attirando una serie di proteste da parte di varie categorie economiche. Tra le prime a risentirsi ci sono le agenzie di viaggio . Da quando è arrivata la nuova società che gestisce la riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità sono stati passati al setaccio negozi e attività in generale. Scopo: andare a caccia di maggiori entrate. Così nei mesi scorsi personale incaricato dalla Tre Esse Italia srl, che ha sede a Frosinone e questo non facilita il confronto con i cittadini cascinesi, è stato sguinzagliato a fare fotografie di insegne e vetrine per scoprire eventuali furbetti. Oppure per cercare di mettere ordine alla precedente gestione che pare fosse caratterizzata da controlli molto più blandi o addirittira assenti.

Fatto sta che in questi giorni sono stati recapitati gli avvisi di pagamento con la richiesta del “nuovo” canone. Non sono mancate le sorprese. «Pensiamo che le agenzie di viaggio siano le più penalizzate - dice Marco Barontini, titolare di Voce Viaggi - noi contestiamo il modo con cui è stata calcolata la tassa sulla nostra insegna. Invece di prendere le dimensione della scritta Voce Viaggi, per esempio, hanno calcolato la grandezza dell’intera struttura all’ingresso della nostra agenzia». E non è tutto. Se il negozio di abbigliamento o la gioielleria espone in vetrina scarpe o orologi griffati non paga alcuna tassa. «Noi invece dobbiamo pagare il canone se nella nostra vetrina esponiamo manifesti dei viaggi che vendiamo ai clienti. Ci sembra una situazione assurda». C’è poi l’aspetto che riguarda il modo in cui è stata effettuata la verifica. «Sono venuti di nascosto - dicono dall’agenzia - hanno fotografato le vetrine e ora ci chiedono di pagare il canone anche su materiale che non è più nelle nostre vetrine».

L’agenzia di viaggio si è rivolta all’ufficio indicato nella lettera (a Cascina in via Tosco Romagnola) che è stata recapitata insieme all’avviso di pagamento. L’ufficio è nella stessa sede di un’agenzia assicurativa che già effettuava lo stesso servizio anche con la precedente società che gestiva tributi e canoni per conto del Comune. Cioè prima che la Tre Esse si aggiudicasse la gara per gli anni dal 2011 al 2013. Ma per risolvere un eventuale contenzioso il cittadino deve parlare con il funzionario della Tre Esse a Frosinone. «Ancora non ci siamo riusciti - dice Barontini- per questo abbiamo deciso di protesta e di rendere pubblica una situazione che penalizza le agenzie di viaggio». Le cifre sono chiare. Prima Voce Viaggi pagava circa 600 euro, con la nuova società ne deve sborsare 2.125.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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