Il Tirreno

Pontedera

La trippa a colazione per rispettare l’antica tradizione

La trippa a colazione per rispettare l’antica tradizione

Già alle sette del mattino c’era la fila alle sedi di contrada E i butesi più osservanti l’hanno accompagnata col “ponce”

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BUTI

Giorno del Palio che si rispetti, almeno a Buti, vuol la trippa a colazione. Già alle sette di mattina ecco allora gente in fila di fronte alle sedi di contrada, per riscuotere la propria razione di trippa, con annessi vino, noci e pecorino. «E per finire ci vuole un "ponce" bello caldo - assicurano i butesi più osservanti - così da affrontate con il giusto sostentamento tutta la giornata!».

Trippa disponibile nelle sedi delle contrade San Francesco, San Rocco, La Croce e San Nicolao, dove non sono mancati turisti desiderosi di provare l'ebrezza di una colazione così ricca.

Commistione senza confini fra sacro e profano, la festa butese in onore di Sant'Antonio Abate protettore degli animali domestici è proseguita in chiesa, per la "messa dei cavallai" celebrata dall'arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, e poi sul sagrato, per la benedizione dei cavalli e di tutti gli animali - in prevalenza cani - portati in corteo dai contradaioli. In vendita anche i panini di Sant'Antonio, piccoli panini bianchi all'olio, forse entrati nell'uso comune per far da contrasto alla trippa. Resta solo da stabilire quale sia stata la prima usanza a far breccia, se quella dei panini o quella della trippa.

Vero è che di panini non se ne vendono molti, mentre la trippa va via a quintali, tanto nelle contrade quanto nelle singole case. Quest'anno, poi, con la festa protrattasi quasi due settimane nessuno mette in dubbio il fatto che è stato battuto ogni record precedente.(g.b.)

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