Sicurezza
L’invaso di Puretta verso il progetto esecutivo
Asa spiega nei dettagli l’operazione che risolverà i problemi d’acqua sul territorio «Attenzione all’ambiente, l’oasi del Masso delle Fanciulle non verrà toccata»
di Francesca Suggi
VOLTERRA
Verso la fase di progettazione esecutiva. Per poi procedere all’appalto finanziario di 12 milioni da parte di Asa, Regione Toscana e Solvay. Qui invaso di Puretta, quel lago artificiale che dovrebbe risolvere i problemi di approvvigionamento idrico del territorio: a fare il punto dettagliato del progetto attuale e di quel che sarà in Alta Valdicecina è direttamente Asa, firmataria dell’operazione che porta i nomi di Carlo Calastri di Asa, appunto, e di Paolo Ghezzi di Getas Petrogeo di Pisa.
Il progetto che dovrebbe sorgere a Molino di Berignone, tra Volterra e Pomarance, è discusso. Tanti i fronti del no contro quel bacino da 700mila metri cubi, soprattutto da parte delle associazioni ambientaliste (Wwf in primis) che parlano di scempio ambientale annunciato e da fermare.
Che fine farà l’oasi del Masso delle fanciulle? Uno dei punti caldi della discussione, che rimbalza da un sito all’altro anche sul web, è proprio il paradiso pomarancino del Masso delle Fanciulle e Masso degli Specchi . In altre parole si tratta del mare sotto casa per chi abita tra Volterra e Pomarance. Asa scongiura qualsiasi intervento in loco. «Quell’area non sarà toccata», dicono.
In cosa consiste l’opera. Il progetto definitivo del lago di Puretta, cui ha lavorato un team multidisciplinare di oltre 30 persone, è stato elaborato in conformità con quanto emerso in fase di studio preliminare, scegliendo l’area ambientalmente più favorevole. Il progetto prevede di eseguire un’opera di presa sul fiume Cecina con un manufatto sghiaiatore che trattenga i detriti; di trasferire l’acqua derivata, attraverso una tubazione verso il lago facendo in modo che l’acqua, attraverso un’opera di immissione nel lago, possa essere accumulata. Il lago vero e proprio è costituito da un invaso di volumetria pari a 700.000 metri cubi, impermeabilizzato sul fondo e sui fianchi, con scarpate a dolce pendenza. L’acqua invasata, nei periodi di piena del fiume Cecina, sarà inviata ad un sistema di ricarica del campo pozzi, attraverso una complessa opera di presa verticale ed un sistema di spinta. Il progetto prevede opere di contenimento in materiali naturali e con rinverdimento, ossia l’impianto di molte specie arboree ed arbustive. Inoltre, il progetto prevede di scavare oltre 1 milione di metri cubi di terreno di cui il 15% riutilizzabile per le opere di contenimento previste.
Attenzione all’ambiente. Criticità legate a geologia, morfologia, clima, acque superficiali: l’azienda fa sapere che numerosi sono gli accorgimenti ambientali per garantire un ottimale inserimento dell’opera nel contesto. E’ stata prevista una rampa di risalita per i pesci realizzata in materiale naturale secondo le tecniche di ingegneria naturalistica; il trasporto solido intercettato dallo sghiaiatore e dal dissabbiatore viene reimmesso totalmente nel fiume Cecina attraverso sistemi automatici di lavaggio; l’adduzione verso il lago è prevista con tubazione interrata per evitare l’impatto legato ad un canale a cielo aperto; per minimizzare gli scavi nella parte sommatale del lago e soprattutto sulla sponda ovest sono stati previsti dei muri di sostegno privilegiando il ricorso alle terre rinforzate, evitando muri classici in cemento armato o in gabbionate; la recinzione che protegge il lago è dotata di appositi passaggi per anfibi in modo da non ostacolarne il transito; è stata prevista una siepe intorno al lago per minimizzare l’impatto visivo.
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