La manifestazione
Giochi d’epoca, un museo a San Dalmazio
POMARANCE Forse in pochi lo sanno, ma a San Dalmazio c’è uno scrigno segreto. All’apparenza è una piccola chiesa sconsacrata, ma all’interno si nasconde un mondo fiabesco fatto di giocattoli d’epoca...
POMARANCE
Forse in pochi lo sanno, ma a San Dalmazio c’è uno scrigno segreto. All’apparenza è una piccola chiesa sconsacrata, ma all’interno si nasconde un mondo fiabesco fatto di giocattoli d’epoca realizzati a mano. Un paradiso per i collezionisti e per coloro che vorrebbero rivivere per qualche minuto la propria infanzia o quella dei propri nonni.
Le porte si aprono solo di tanto in tanto, quando un numero sufficiente di visitatori si raduna per scoprire le sue meraviglie o su richiesta telefonando al bar Prunetti allo 0588-66002.
L’idea è nata a Valter Ghilli, hobbista della frazione pomarancina, che ha creato la mostra circa un anno fa. «Ci sono collezioni di giocattoli d’epoca, automobiline, trebbie, in parte di mio padre, ma anche esposizioni di minerali, prese anche queste dalle scorte del babbo», spiega il giovane Ghilli. Perché la passione per i giochi d’un tempo, nasce proprio dall’attività del padre, Giuliano Ghilli, originario di San Dalmazio, ma oggi residente a Cecina. «Ho due grandi amori, quello per i minerali e quello per i giocattoli, che da una parte creo e dall’altra colleziono», dice il signor Giuliano.
Mentre la ricerca sui minerali lo ha accompagnato per tutta la vita, il suo legame con i giocattoli è rinato dopo la pensione, quasi per caso. Forse un segno del destino. «Da piccolo, negli anni ‘30, grazie ai regali degli zii, ero l’unico, insieme a un altro bimbo, ad avere giocattoli in tutta San Dalmazio - dice -. Così li condividevamo con tutti gli altri. Da lì è nata la mia passione. Da pensionato ho trovato una scatola con una macchinina rossa e un carro armato degli anni ‘40. E da lì ho ripreso a occuparmi di giocattoli».
Oggi Ghilli senior possiede un patrimonio storico-culturale. Si dedica alla ricerca di giocattoli d’epoca (precedenti agli anni ‘60) ed altri li crea. «Mi sono specializzato nel riprodurre l’iter agricolo», spiega. Dalla trebbiatrice, alla pressa, dai trattori, ai contadini che zappano o falciano il grano, ai buoi che muovono la coltrina. In miniatura si può ammirare uno squarcio di una giornata in campagna.(a.g.)
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