Sicurezza
Estetiste in “cassa” la novità della crisi
Convegno Acli, il punto su lavoro e famiglia al Museo Piaggio Benotto: «Ritroviamo il senso di solidarietà e di comunità»
di Andreas Quirici
PONTEDERA
Concessa la cassa integrazione in deroga ad estetiste e parrucchieri. È il dato nuovo di una crisi che non risparmia i due settori. Una novità emersa nell’ambito del convegno al Museo Piaggio organizzato dall’Acli sui temi della famiglia e del lavoro, a cui ha preso parte l'arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto. «Poche unità di questi settori sono coinvolte in provincia di Pisa – dice Francesco Burgalassi di Confartigianato – non si tratta ancora di numeri rilevanti. Ma sono il segno di una crisi che si sta allargando a macchia d'olio e che sta diventando sempre più preoccupante».
I numeri forniti da Burgalassi rispetto alle aziende artigiane sono più drammatici. «Gli artigiani sono forse quelli che maggiormente incarnano il binomio tra lavoro e famiglia. Le aziende piccole e a conduzione familiare sono la maggior parte nel nostro territorio e le difficoltà economiche che stanno emergendo investono questa tipologia d'imprese in pieno. Nei primi 20 giorni di gennaio abbiamo concesso la cassa integrazione in deroga a circa 70 ditte. Da queste sono escluse quelle edili che non possono avere accesso a questo particolare tipo di ammortizzatore sociale». Che aggiunge: «La crisi, oltre che all'edilizia, coinvolge maggiormente la meccanica non legata alla Piaggio, l'impiantistica e il mobile per l'arredamento».
In provincia di Pisa sono circa 13mila le aziende artigiane, con 26mila addetti senza considerare le varie figure di collaboratori, in genere riconducibili alla cerchia familiare del titolare delle impresa.
«Società e mondo del lavoro sono irriconoscibili – dice il vicesindaco di Pontedera Massimo Sonetti –. Abbiamo bisogno di una guida per trovare la strada. A Pontedera la volontà di uscire dalla crisi è molto forte e affrontiamo le difficoltà in maniera determinata».
Secondo monsignor Benotto la crisi è fondamentalmente riconducibile all'egoismo su cui si sta sempre più basando la società. «Questo si riflette nella famiglia e nel lavoro - spiega -. Dobbiamo recuperare il concetto di passato, per guardare al futuro con maggiore fiducia. Ma anche l'idea che non siamo soli al mondo e che dobbiamo condividere quanto più possibile con gli altri quel che ci accade. E poi abbiamo la necessità di lavorare per gli altri, ritrovando il senso di solidarietà e comunità». E conclude: «Difendere gli interessi delle singole categorie, come stiamo vedendo tristemente in questi giorni, fa sì che ognuno guardi ai suoi problemi senza accorgersi che esistono anche gli altri».
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