Proteste
Colpisce ancora la banda dei distributori
I ladri aprono le casse dei self-service con operazioni chirurgiche, senza lasciare alcuna traccia, e poi portano via l’incasso
di Sabrina Chiellini
PECCIOLI
C’è una banda che colpisce i distributori self-service della Valdera.
Nei giorni scorsi, non è stata presa di mira solo l’area di servizio Shell a Pontedera vicino al Cineplex, dove i ladri hanno portato via oltre duemila euro dalla cassa del self-service, che è stata aperta senza lasciare un minimo segno di forzatura.
I ladri hanno colpito anche in due distributori situati lungo la strada provinciale della Fila, uno a Peccioli (Beyfin) e l’altro a La Rosa di Terricciola (Ip).
«Preferisco non parlarne - dice la proprietaria del distributore Beyfin - è stata una sgradita sorpresa. All’inizio non ci siamo accorti di niente e solo quando sono andata a prendere l’incasso ho visto che c’erano pochi soldi. Ho pensato che forse avevamo venduto meno del solito, ma quando sono arrivata a fare i conti è stato tutto più chiaro».
Sono molto amareggiati anche i gestori del distributore Ip, situato lungo la stessa strada a pochi chilometri di distanza.
«Da noi hanno portato via circa 1.700 euro - racconta Elisabetta Cerelli -. Hanno usato la stessa tecnica, non c’è alcun segno di scasso. Niente di niente. Ma quando siamo andati a prendere il sacco abbiamo visto che non c’era l’incasso».
I gestori del distributore solo dopo avere subìto il furto hanno saputo che la banda aveva già colpito e non solo in provincia di Pisa.
«Abbiamo saputo che anche a Pistoia ci sono stati casi simili. Se lo avessimo saputo ci saremmo preoccupati di ritirare più spesso l’incasso. Invece, in questo modo, non abbiamo avuto neppure la possibilità di limitare i danni. E per noi 1.700 euro sono un bel danno. Noi li guadagniamo in due in un mese anche se la benzina ha i prezzi che ha...».
I furti sono stati denunciati ai carabinieri per le indagini.
I malviventi usano sempre la stessa tecnica: aprono in maniera precisa, senza bisogno di forzare le serrature blindate, le casse dei distributori automatici. È come se avessero a disposizione le chiavi. Prendono i soldi e rimettono tutto a posto, chiudono senza lasciare segni esterni.
«Ora abbiamo messo anche un lucchetto - spiega la titolare del distributore di Peccioli - ma non è che questo ci faccia sentire più sicuri».
«Certe notizie andrebbero divulgate - dice Cerelli - se avessimo saputo avremmo aumentato la vigilanza. Invece, anche tra colleghi non c’è stato un gran passaparola. Solo dopo che siamo stati derubati abbiamo scoperto che era successo anche ad altri».
Non pare che le indagini abbiano portato a particolari risultati almeno in questa fase. E c’è il rischio che la banda possa tornare a colpire ai danni di altri distributori di carburante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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