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Pontedera

il fronte dei contrari

Tensione in commissione poi spunta la memoria

Tensione in commissione poi spunta la memoria

 Dapprima stava per abbandonare l'aula di fronte ai dubbi della commissione d'inchiesta, riunita mercoledì. Alla fine, richiamata indietro, Assunta Primaverina

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SAN MINIATO. Dapprima stava per abbandonare l'aula di fronte ai dubbi della commissione d'inchiesta, riunita mercoledì. Alla fine, richiamata indietro, Assunta Primaverina (presidente dell'Associazione per la salvaguardia di Roffia) ha potuto fare il proprio intervento depositando anche una memoria scritta. «Un atteggiamento, quello della Commissione – dice – che dimostra o l'incompetenza dei consiglieri o la volontà di fingere una Commissione seria per difendere qualche grosso interesse». «La nostra associazione – ricorda nel testo consegnato ai commissari - è venuta a conoscenza dell'installazione di impianti fotovoltaici casualmente, solo nella metà di giugno 2010. Il 24 giugno abbiamo incontrato il sindaco, che ha dato l’impressione di non esserne a conoscenza, facendo presente, dopo essersi rivolto agli uffici, che si trattava di un'indagine svolta presso i proprietari di terreni. Ha quindi fatto pervenire ad un nostro socio una mail in cui erano indicati i risultati dell’indagine. E’ emerso che alcuni impianti avevano già ricevuto (nel maggio 2010) il parere favorevole dell’amministrazione comunale ed erano già in Provincia. L’unica spiegazione è che non si volesse far conoscere l’operazione in corso. Un dubbio confermato nella riunione dell’ottobre 2010 alle ex scuole di Roffia, senza coinvolgere la consulta, con un'illustrazione da parte dell'ingegner Annunziati limitata alle opere di mitigazione, senza illustrare, nonostante ripetute richieste, le dimensioni, localizzazione e tipologia degli impianti. Abbiamo quindi inviato una raccomandata al Comune, alla quale nessuno ha risposto. Così, nel dicembre 2010, inviamo una lettera-esposto a vari enti». Un ulteriore aspetto da sottolineare, secondo Primaverina, riguarda inoltre «la volatilità con cui le autorizzazioni sono state concesse e poi ritirate, a testimonianza della leggerezza con cui vari atti amministrativi sono stati assunti per realizzare un progetto in ogni modo da parte di gruppi di interesse».

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