Sicurezza
Segretario scolastico nei guai per peculato falsificava documenti
Complessa indagine dei carabinieri in una media di Cascina Eseguite perquisizioni a casa dell’impiegato e al lavoro
di Sabrina Chiellini
CASCINA
Il segretario di un istituto comprensivo del comune di Cascina è stato denunciato per peculato dai carabinieri di Cascina. Una complessa indagine per ricostruire i movimenti che il dipendente della scuola avrebbe fatto in più occasioni, a partire dal 2010, per trasferire sul proprio conto corrente denaro pubblico, che doveva essere solo nella disponibilità della scuola.
All’inizio i movimenti bancari del segretario non hanno destato sospetti. Poi probabilmente qualcuno che lavora insieme a lui o personale della banca a cui l’istituto comprensivo si è rivolto per aprire un conto corrente ha cominciato a mettere gli occhi su alcuni passaggi di contanti alquanto sospetti. Dirottati verso il conto corrente intestato al segretario stesso che quando sono saltate fiori le anomalie non avrebbe saputo dare spiegazioni rispetto al suo comportamento e all’acquisto di mobili pagati dalla scuola.
Fatto sta che nel tempo, senza che dall’istituto siano stati rilevati ammanchi, sarebbero stati effettuati diversi bonifici, pare anche con firme contraffatte di colleghi dello stesso segretario per un valore di alcune migliaia di euro.
Il caso è poi arrivato ai carabinieri. All’inizio solo sospetti. Lentamente, a mano a mano che le indagini hanno fatto il loro corso, i sospetti sono diventati qualcosa di più. I militari hanno deciso di capire meglio cosa era successo. Se effettivamente c’erano ammanchi non giustificati. Trovati i bonifici richiesti con documenti che hanno la firma contraffatta non deve essere stato complicato mettere insieme le accuse e trovare nuove conferme. Così circa una settimana fa i militari hanno effettuato una perquisizione a casa dell’impiegato, che in passato è stato anche consigliere comunale nei Ds e per conto dei Comunisti italiani, oltre che candidato alle provinciali con Sel. Una storia imbarazzante che molti hanno cercato di coprire, pur non potendo cancellare l’indagine penale.
Le perquisizioni sia a casa del segretario che nell’ufficio dove lavora si sarebbero conclusi con il sequestro di materiali che, secondo le accuse, sarebbero stati comprati con soldi pubblici.
Ieri la dirigente scolastica, da noi interpellata, ha prima negato di conoscere la vicenda. Poi ha aggiunto di non poter fare alcun commento.
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