La manifestazione
«Mi dai il malocchio», e lo ammazza
L’ospite di un centro per malati psichici uccide con venti pugnalate un giovane paziente della stessa struttura
di Sabrina Chiellini
TERRICCIOLA
«Lui mi dava il malocchio... e io l’ho accoltellato... io gli ho dato tante coltellate».
Quindici, venti colpi alla schiena per uccidere Matteo Bassi, 31 anni, uno degli ospiti della residenza “Martina Bandecchi” di Terricciola, poco più di una casa famiglia per malati psichiatrici, in grado di accogliere meno di dieci pazienti inviati dall’equipe psichiatrica di zona.
Un dramma nato dal disagio e dalla malattia mentale quello avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri nella residenza dell’Asl 5 di Pisa, gestita dalla cooperativa sociale Agape di Pontedera, secondo progetti concordati con Asl e Società della Salute.
Gli ospiti della casa riabilitativa - i protagonisti della tragedia si conoscevano da tempo e avevano anche lavorato insieme - erano stati a fare un giro nel paese insieme a un operatore della cooperativa come tante altre volte. Ma tra la vittima e l’accoltellatore, che soffre di manie di persecuzione, i rapporti da alcuni giorni fors erano tesi.
Quando sono arrivati vicino all’istituto l’ospite di 33 anni, originario di Ponteginori, nel comune di Montecatini Valdicecina, che è stato arrestato con l’accusa di omicidio, ha sorpreso alle spalle Bassi, che viveva nella stessa casa famiglia, 32 anni da compiere a luglio, originario di Montecerboli di Pomarance, e lo ha colpito innumerevoli volte con un coltello da cucina - sarà da capire come se lo era procurato e perché non è stato fermato subito - ferendolo alla schiena e all’addome. C’è stata una lunga colluttazione: la vittima è stata colpita anche alle mani mentre tentava di difendersi dalla violenza di quei colpi. L’operatore li ha divisi a fatica e solo dopo ha capito che c’era di mezzo un coltello. «Pensavo facessero a botte», ha racontato. In pochi minuti - l’allarme è stato dato prima delle 19 - sono arrivati i volontari della Misericordia di Terricciola e poi il medico (il dottor Antonio Colombini) con i volontari di Peccioli che hanno trovato il ferito sull’ambulanza, dopo che gli erano state prestate le prime cure. Parlava, era cosciente. Molto spaventato, avevae forti dolori causati dalle numerose ferite. «Ho fame, mi sento male», sono state le prime parole dette ai volontari di Peccioli (Nazzareno, Giovanni, Erica e Samuele) e al medico, impegnati in un disperato tentativo di salvargli la vita. Perché nel giro di pochi minuti le condizioni del ferito, per una forte emorragia, si sono aggravate. Quando l’ambulanza stava per partire verso l’ospedale Lotti di Pontedera, l’ospite della casa accoglienza è andato in arresto cardio-respiratorio. Un momento drammatico. Ma gli operatori hanno iniziato le manovre per rianimarlo e vicino al pronto soccorso il cuore dell’uomo ha ripreso a battere, pur in condizioni disperate. La vittima dell’aggressione è stata poi trasportata d’urgenza in sala operatoria ed è stata sottoposta a un lunghissimo intervento chirurgico nella speranza di riuscire ed evitare il peggio. Poco prima delle 22 la morte. Nel frattempo, i carabinieri di Terricciola hanno arrestato e accusato di omicidio l’accoltellatore. In un primo momento si era diffusa la voce che l’uomo avesse cercato di allontanarsi dall’istituto. I carabinieri hanno spiegato che è stato subito individuato e bloccato. Lui stesso ha poi confermato di aver accoltellato l’amico perché si era convinto che avesse influssi negativi sulla sua vita.
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