Sicurezza
Bocelli incanta i bimbi insegnando lirica
Lezione alla media di Terricciola: il tenore ha cantato un brano da Romeo e Giulietta. Poi l’appello: «Andate a teatro»
di Andreas Quirici
TERRICCIOLA. La lirica e i bambini con in mezzo Andrea Bocelli. Una mattinata insolita quella vissuta dagli studenti delle medie di Terricciola e Lajatico col grande tenore a spiegare l'opera Romeo et Juliette, ma anche a spaziare dalle sue passioni alla prima volta su un palco, passando per l'emozione più grande. Nella palestra con i canestri alle pareti, le vetrate e il lucernario della scuola media di Terricciola, Bocelli ha fatto lezione grazie al fatto che Carlo Bernini, suo storico collaboratore, insegna musica proprio nello stesso istituto. Uno spettacolo i visi dei bambini. Un mix fra l'estasiato e il curioso nel vedere da vicino un personaggio così famoso, ma anche interessati a un tema così nuovo e strano per la loro giovane età. «Non mi sarei mai immaginata di avere Bocelli a Terricciola – ha detto il sindaco Antonella Fais – e invece è tutto vero».
Nervoso, più che emozionato il tenore, «per il timore che la grande differenza di età renda difficili le mie parole». Invece Bocelli, accompagnato dalla compagna Veronica , ma anche da mamma Edy, dal fratello Alberto e dal sindaco di Lajatico Fabio Tedeschi, ha saputo spiegarsi benissimo e mantenere alta l'attenzione tra i giovani studenti, compresi anche i piccoli della elementare di Terricciola. Parlando dell'opera ambientata a Verona, Bocelli ha illustrato la trama e insieme alla soprano Paola Massoni, ha cantato anche un'aria tratta proprio da Romeo et Juliette. «Vi consiglio di andare a teatro appena potrete», ha detto Bocelli che si è prestato anche alle tantissime domande poste dai ragazzi e dello scrittore e giornalista Giorgio De Martino. «L'importante è avere passione – ha sottolineato il tenore – perché rende tutto meno faticoso».
E ancora: «Ci sono molti motivi per studiare la lirica. Per cantare, certo, ma anche per fare i registi o gli scrittori oppure i musicisti. Imparare ad amare la musica può regalarvi soddisfazioni immense, ma anche darvi un lavoro e farvi girare il mondo».
I bambini - che hanno raccolto soldi da donare alla Fondazione Bocelli - hanno scavato nel profondo del Maestro, facendogli ricordare la sua prima volta artistica: «Fu al villaggio di San Giovanni vicino a Lajatico a una festa, dove in molti mi chiesero di cantare e alla fine salii sul palco».
A Gianluca, che gli ha chiesto quando ha capito di avere talento, Bocelli ha risposto: «Il talento non è una cosa certa, ma se ti chiedono tante volte di cantare in pubblico da bambino è probabile che tu ce l'abbia». La grande emozione, invece, è arrivata da un Requiem cantato all'Arena di Verona davanti a 16mila persone e a pochi giorni di distanza dalla morte del padre. E dal recente concerto di Central park a New York: «Sapevo di essermi preparato bene. Nonostante questo, i gradini che ho salito per arrivare al palco sono stati i più alti della mia vita».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
