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Altro che Siena, l’anima di Volterra è livornese

VOLTERRA Ma quale Siena, Pisa o Firenze. L'anima di Volterra è Livornese calcisticamente parlando. La recente bagarre emersa a seguito delle dichiarazioni del sindaco Marco Buselli su un eventuale...

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VOLTERRA

Ma quale Siena, Pisa o Firenze. L'anima di Volterra è Livornese calcisticamente parlando. La recente bagarre emersa a seguito delle dichiarazioni del sindaco Marco Buselli su un eventuale referendum da proporre alla popolazione per il passaggio sotto la Provincia di Siena ha generato un allegro dibattito su la provincia più opportuna per il Colle.

Quello della provincia, spulciando tra i social network e sintetizzando le discussioni della piazza, sembra l'ultimo dei problemi per una città come Volterra, ossessionata oggi più che mai dai dubbi sul futuro del lavoro a Saline, sul mantenimento dei servizi ospedalieri. Ma anche per il recente intervento del governo nazionale, volto proprio alla cancellazione delle provincie.

L'antico cavallo di battaglia del giovane Buselli sembra destinato a fare un buco nell'acqua, senza “distogliere l'attenzione sulle mancanze del Comune nella vicenda Solvay”, come più di qualcuno su Facebook ha maliziosamente insinuato. Ragionando per ipotesi, in ogni caso, quella più suggestiva, almeno per i tanti giovani sembra essere proprio la pista livornese. Una scelta che ormai da anni campeggia nelle scritte sotto il tunnel che collega viale Ferrucci con via San Lino. Quel “Volterra è Iivornese” e vari inni degli ultrà sulla città labronica, ormai risalenti a qualche anno fa, ricordano i ritiri estivi della squadra Iivornese proprio sul Colle, quando ancora Igor Protti e Cristiano Lucarelli scaldavano i cuori dell'Armando Picchi.

Addirittura la maglia dello storico capitano della promozione, Protti, sovrasta con tutte le firme della squadra la sala del bar principale di Volterra, l'Incontro. Non solo tifo calcistico, ma anche modi ed usi. Ormai da anni, il “Ponche alla livornese”, secondo la storica ricetta del Civili, è tra i must dei prodotti serviti nella storica Vena di vino, enoteca e fiaschetteria frequentata da volterrani e turisti.

Nei discorsi da bar, tanto per rimanere in tema, quelli tra il serio e il faceto, sembra raccogliere sempre più consensi la pista livornese, ossia, quella del toscanaccio che non si vuole prendere sul serio. «Tra le serie crete senesi, è meglio lo sguaiato linguaggio del portuale, almeno ci s'ha il mare», come ironicamente Roberto, volterrano doc, tende a precisare.

Riccardo Rinaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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