Il dolore
Ghiaccio in aula, liceali in sciopero
Caldaia in tilt alla XXV Aprile, sono circa 180 i ragazzi che per protesta non si sono presentati alle lezioni
di Paola Silvi
PONTEDERA
In classe con i cappotti, come nelle pagine del libro Cuore. È questa la scelta che si sono trovati di fronte ieri mattina gli studenti del liceo scientifico XXV Aprile. La caldaia è andata in blocco e i termosifoni sono rimasti gelidi. Fuori la colonnina del termometro segnava meno 2 gradi e i ragazzi, per evitare l’ennesima lezione imbacuccati fino al naso, hanno deciso di protestare e si sono rifiutati di entrare. Quasi duecento gli adolescenti che se ne sono tornati a casa.
«Non è una novità. È già successo altre volte. L’impianto di riscaldamento non parte. Abbiamo freddo e non possiamo continuare così», dicono gli studenti che hanno deciso di ribellarsi alla morsa del gelo. Un guasto alla pompa che sembra sia stato ripristinato in poco meno di un’ora.
«Il blocco della caldaia – ha assicurato a metà mattina la dirigente scolastica Luciana Rocchi – è stato risolto. Abbiamo a disposizione un numero verde per l’emergenze. Una volta chiamato, i tecnici della ditta che ha in appalto il servizio sono arrivati celermente e i termosifoni sono ripartiti».
Gli intrepidi che hanno sfidato invece il clima da neve, hanno svolto regolarmente le attività didattiche previste dall’orario. «Sei classi su 28 non si sono presentate a scuola. Peccato – continua la preside –, perché avrebbero potuto dimostrare un po’ più di pazienza. Di fatto, dopo le prime ore, la temperatura è risalita». La manutenzione dell’istituto è competenza della Provincia e Rocchi spezza una lancia a favore dell’ente, «che ci è sempre venuto incontro e ha risolto molte grane. In questo caso non è necessario drammatizzare. È stato un imprevisto e come tale poteva capitare. Anche in famiglia». Ma l’imprevisto, a conti fatti, sembra ripetersi almeno quattro-cinque volte l’anno.
«L’edificio blu – spiega Carlo, uno dei tre rappresentanti dell’Istituto – è vecchio e tende ad avere problemi di questo tipo. Dall’inizio della scuola è già accaduto in un’altra occasione, l’anno appena trascorso succedeva molto spesso e, a novembre, la causa del freddo era stata individuata nell’aria presente nei radiatori, che sono insufficienti e sottodimensionati per riscaldare ambienti così grandi».
Appena arrivato a scuola Carlo ha avuto un incontro informale con la preside. «Non è sua la responsabilità dell’accaduto e nessuno di noi vuol colpevolizzare l’istituto o far polemica fine a stessa – specifica lo studente –. Anzi, spesso la dirigente ci consiglia di segnalare i piccoli e grandi fastidi che notiamo. Ma non è piacevole combattere con il freddo e per legge c’è una temperatura minima al di sotto della quale è assolutamente vietato scendere». Il grattacapo dell’atmosfera polare è solo un punto nella lista delle beghe scolastiche.
«Alcune classi – entra nel merito Carlo – hanno tubi che perdono e macchie di umido sulle pareti. Speriamo che la Provincia risponda al più presto ai nostri appelli». C’è poi un’altra questione che preoccupa da vicino i ragazzi. Stavolta il gelo attanaglia la palestra che i liceali utilizzano per l’attività di educazione fisica. Nell’edificio davanti all’istituto Montale non funzionano le ventole di riscaldamento. «Lunedì è passata nelle classi una circolare – continua Carlo – che informava gli alunni dell’inagibilità della palestra».
Da inizio settimana niente più esercizi. «Al posto di motoria svolgiamo le lezioni in aula – specifica il rappresentante degli studenti –. La preside ci ha assicurato che a breve saranno eseguiti i lavori di manutenzione». Anche se, quel “a breve” lascia qualche dubbio sull’effettivo tempo che potrebbe trascorrere prima di risolvere il disagio. «Senza contare – conclude – che non solo il classico e lo scientifico usufruiscono della struttura. Si allenano qui pure squadre della società di basket cittadina».
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