Il dolore
«Fare sempre meglio è la mia filosofia»
Andrea Bocelli incontra i sindaci dell’Unione e si racconta: «Se il Teatro del Silenzio non cresce, disposto a lasciare»
di Sabrina Chiellini
CASCINA
L’obiettivo è quello di fare sempre meglio: portare almeno diecimila spettatori all’evento artistico dell’estate, sulle colline di Lajatico. Confermare l’eccellenza di un teatro unico nel suo genere, una scenografia naturale, una garanzia del made in Tuscany che fa impazzire gli stranieri.
Andrea Bocelli il Teatro del Silenzio lo considera una sua creatura, ci tiene e lo vuole vedere crescere.
Il tenore originario di Lajatico , incontrando amministratori e studenti della Valdera, ha dimostrato di essere orgoglioso del successo che ha avuto negli anni il “suo” teatro. E non ha potuto fare a meno di ricordare che quando l’idea gli venne proposta dall’architetto Alberto Bartalini (che poi ha progettato il teatro insieme al fratello di Bocelli, Alberto) gli sembrava un’impresa alquanto folle, difficile da concretizzare. È invece diventata un successo che richiama moltissimi stranieri, già a caccia dei biglietti molti mesi prima della data del concerto.
Dopo un anno considerato di passaggio (quello della scorsa edizion) il tenore di Lajatico torna da grande protagonista nella sua terra.
«La scorsa edizione ho avuto un ruolo marginale, ma c'è stata una flessione. In quella del prossimo luglio (il 12) sarò di nuovo impegnato in prima persona, come è stato per le prime cinque edizioni, per far tornare l'evento ai livelli del 2010. Se questo non avverrà, dico pubblicamente che sarà l'ultimo anno».
Così il tenore Andrea Bocelli ha risposto alle domande dei giornalisti, durante la cerimonia di consegna di un riconoscimento da parte dell'Unione dei Comuni della Valdera , ieri al Tearto Era.
Il progetto, un teatro sulle colline che accende i riflettori una volta all’anno, inizialmente era stato pensato per durare cinque anni. Una notte magica: la piccola Lajatico, con poco più di mille abitanti, diventa «una piccola metropoli con una pacifica convivenza divertita di persone che arrivano da tutte le parti del mondo». Così dopo le cinque edizioni gli amministratori locali e regionali hanno fatto il possibile, come i progettisti, per non perdere un’esperienza unica. «A furor di popolo, è stato fatto anche il sesto anno», dedicato alle relazioni con la Cina, con risultati che il tenore vorrebbe migliorare. «A me non piacciono le cose che vanno indietro, per cui tornerò daprotagonista il prossimo luglio». Bocelli ha anticipato oltre al concertone (sono attesi big della musica), si sta lavorando per «iniziative collaterali che aiuteranno anche a promuovere il territorio» della Valdera e della provincia.
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