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Dateci più sangue c’è da salvare il centro trasfusioni

Dateci più sangue c’è da salvare il centro trasfusioni

L’Avis ai volontari: «Alcuni giorni potrebbe restare chiuso» Lo scorso anno sono state registrate 2.600 donazioni

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di Paola Silvi

VOLTERRA

Più sangue per scongiurare il ridimensionamento del Centro trasfusionale di Volterra. È l’appello dell’Avis forte delle 2.600 donazioni registrate lo scorso anno.

«Le attenzioni degli enti locali e la disponibilità dell’Asl non sono mai mancate – afferma il presidente dell’Avis dell’Alta Valdicecina e di Volterra Mario Dominici –. Ma abbiamo avuto qualche perplessità quando abbiamo sentito aleggiare che il Centro avrebbe potuto chiudere alcuni giorni alla settimana».

Più di 7 persone di buona volontà e spirito altruistico si sono recate ogni giorno al centro trasfusionale del Colle per mettere a disposizione il proprio sangue. Percorrendo gratuitamente oltre 105mila chilometri. Un record, un primato da guinness che all’Avis sperano di ripetere anche nel 2012 per rispondere alle esigenze di solidarietà e per scongiurare il ridimensionamento della struttura.

Dalle aperture a singhiozzo alla scomparsa del sevizio il passo può essere breve. Perciò, serve correre ai ripari. «Questo – sostiene Dominici – avrebbe creato indignazione da parte dei donatori. Così per allontanare qualsiasi pericolo rinnoviamo l’appello alla frequenza delle donazioni. Con l’auspicio di raggiungere nel 2012 gli stessi obiettivi del 2011». L’Avis si rivolge soprattutto ai giovani e ai volterrani «Affinché cerchino di superare – aggiunge – il calo di servizi presenti in città e sopperire all’impoverimento della popolazione».

L’invito a continuare a donare il sangue deve essere più forte dei piccoli nuovi cambiamenti che potrebbero far storcere il naso a qualche donatore. «Per accordo regionale – spiega Dominici – il buono ristoro post donazione è sceso da 2,60 a 2,12 euro e potrà essere utilizzato solo allo spaccio aziendale. L’associazione è contraria a questa imposizione, ma neppure l’Asl può far nulla. Ci auguriamo che i donatori non si lascino frenare da questa disposizione perché usufruire del bonus è pur sempre un loro diritto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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