Sicurezza
Cucini: «Nel piano i bisogni degli anziani sono ignorati»
VOLTERRA Non una riga sui bisogni della popolazione anziana di Volterra e delle possibili risposte assistenziali. Neppure un cenno sulla qualità del servizio offerto dalla casa di riposo per proporre...
VOLTERRA
Non una riga sui bisogni della popolazione anziana di Volterra e delle possibili risposte assistenziali. Neppure un cenno sulla qualità del servizio offerto dalla casa di riposo per proporre eventuali aggiustamenti. E’ critico Danilo Cucini, capogruppo della Sinistra per Volterra, rispetto alla proposta di riorganizzazione del Santa Chiara, approvata a fine dicembre dal cda dell’azienda pubblica. «Per raggiungere il pareggio di bilancio, il cda del S.Chiara, nominato dal sindaco Buselli propone la privatizzazione con l’obiettivo della riduzione del costo del personale addetti all’assistenza agli anziani - dice e rincara - Non mi risulta che i lavoratori abbiano stipendi da signori, visto che hanno il contratto degli enti locali, per questo trovo irrispettosa nei loro confronti questa soluzione». Cucini ritiene inaccettabile la previsione di pareggiare un bilancio in rosso, a discapito della qualità del servizio. Rispetto all’idea di trasferire la struttura all’ex Chiarugi: «Sarebbe un peggioramento oggettivo della vita degli ospiti, in quanto il padiglione si trova in un luogo isolato, all’estrema periferia della città».Critiche anche sulla gestione unitaria tra la Rsa e la Rasd. «Lo scopo è sempre quello della riduzione dei costi - sottolinea - Ma lo trovo sospetto e ambiguo». Ultima parte su cui sgorga un’altra riflessione puntuale è la proposta di demolire l’ex padiglione manicomiale, per costruire là la nuova struttura e vendere i volumi in avanzo. «A Volterra i palazzi importanti della città manicomiale e di reclusione sono stati considerati testimonianze storiche e, in caso di ristrutturazione, da conservare nelle loro strutture architettoniche - e precisa -Questa è sempre stata una prescrizione della Sovrintendenza, rispettata in fase di redazione dei piani regolatori comunali e che nessuno aveva ancora messo in discussione».
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