Sicurezza
Il ritorno allo stadio è la rinascita di Manuel
Il venticinquenne Caponi riabbraccia compagni di gioco, dirigenti e tifosi dopo essere stato in coma per alcune settimane in seguito ad un infortunio
PONTEDERA
“Bentornato Manuel, grande cuore granata”. Uno striscione , aperto in campo dalla sua squadra, accoglie Manuel Caponi, 25 anni, tornato per la prima volta allo stadio “Mannucci” dalla domenica del grave infortunio, durante uno scontro di gioco. Un calcio al volto e il giovane rimane in coma alcune settimane dopo aver perso conoscenza in campo, sotto lo sguardo disperato del fratello Andrea, anche lui calciatore del Pontedera, e della sua famiglia che seguiva la partita col Sansovino.
Un lungo ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cisanello. I giorni della paura e della speranza. Il trasferimento per la riabilitazione al centro Auxilium Vitae di Volterra.
L’accoglienza. Forti abbracci, strette di mano e tantissima emozione. Gli sguardi, prima dell’inizio della partita dei granata contro la Trestina (poi terminata con un pareggio) sono per Manuel, seguito dalla sguardo affettuoso dei genitori, della moglie Yara e del fratello Andrea, arrivato nei granata un anno fa, seguendo una tradizione di famiglia, iniziata dal padre Alessandro, il primo in casa-Caponi a indossare la maglia del Pontedera calcio.
L’emozione. «Voglio tornare a giocare al più presto» comincia Manuel, dopo l’abbraccio col capitano Davide Carfora e con il fratello Andrea, accompagnati da calorosi applausi. «Fai a modo...», gli dice prima di tornare verso la tribuna e guardarsi la partita dalla gradinata insieme ai tifosi. Dell’incident Manuel non ha ricordi. «Non mi sono reso conto di cosa è successo - dice - non ho ricordi. Solo quando sono arrivato a Volterra ho cominciato a rendermi conto che ero stato male e di quello che era accaduto. Ricordo le voci e mentre mi facevano la tracheotomia». Tornare allo stadio dopo due mesi è sicuramente la vittoria più bella, quella del ritorno alla vita, alle cose semplici.
«Ho quasi finito il programma di riabilitazione a Volterra , manca solo l’ultima settimana. Venerdì prossimo si torna a casa... Anche se poi dovrò lavorare duro ancora per quattro o cinque mesi per rimettermi in forma. Non vedo l’ora di tornare a giocare a calcio, ci penso spesso. Ho voglia anche di riprendere la vita di sempre, in famiglia con mio figlio Marco e con mia moglie. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine in un periodo così difficile. Sapere che in tanti hanno fatto il tifo per mi aiuta, è sicuramente un grande incoraggiamento».
Foto e fiori. «Essere qui è più bello di una vittoria di campionato....», gli dicono sindaco, assessore allo sport e presidente del Pontedera prima di consegnare alla moglie di Manuel uno splendido mazzo di rose rosse. Vederli così vicini, quei due giovani, e pensare al coma e alla grande paura fa stringere il cuore anche a chi Manuel lo ha incontrato poche volte o lo ha conosciuto dai racconti sulle cronache .
L’assessore. Pur dietro gli occhiali da sole, non nasconde la commozione Matteo Franconi . «Mi sento molto legato a Manuel, lo considero il calciatore della rinascita del Pontedera dopo i problemi della società. Lo abbiamo voluto nei granata per ripartire e costruire con lui un gruppo nuovo. Vederlo qui è una seconda rinascita. Una grande soddisfazione. Speriamo che il suo desiderio di tornare a giocare possa diventare presto realtà».
La società. Accanto a Manuel il presidente del Pontedera Tiziano Orsini. Insieme entrano in campo e salutano il pubblico. Poi lo accompagna dagli ultras che per giorni si sono alternati nel reparto di rianimazione di Cisanello nella speranza che Manuel uscisse dal coma e che non hanno mai smesso di fargli sentire la loro vicinanza.
«Abbiamo atteso a lungo questo momento - dice Orsini - ne siamo orgogliosi. Bentornato Manuel, lo aspettiamo in campo».
Cori. «Manuel sei uno di noi...» e altri slogan: il modo affettuoso e colorato dei tifosi per accogliere l’attaccante. Compreso il folcloristico ritornello dedicato agli eterni rivali ponsacchini a cui Manuel non può che rispondere con un generoso e divertito salto.
A fine partita - peccato per il Pontedera che ha sprecato alcune buone occasioni nel primo tempo e alla fine deve accontentarsi di un pareggio da dedicare a Manuel- altri saluti negli spogliatoi.
«Col pensiero gioco tutti i giorni», non si stanca di ripetere Manuel prima di tornare a casa (oggi è di nuovo a Volterra) incassando un sacco di «in bocca al lupo».
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