Sicurezza
Studenti a lezione dopo i vandalismi
Sopralluogo della Provincia e del Comune al Pesenti per condannare il raid compiuto nella scuola tra giovedì e venerdì
CASCINA
Serviranno decine di migliaia di euro per riparare i danni causati dai vandali nella notte tra giovedì e venerdì nell’istituto “Pesenti” di Cascina, nel tentativo di bloccare le lezioni per alcuni giorni, probabilmente in risposta alla mancata riuscita di un’occupazione.
«Non è una ragazzata ma un gesto per arrecare danni al patrimonio pubblico»: così il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni al termine del sopralluogo nella scuola, insieme all’assessore provinciale alla scuola Miriam Celoni e al sindaco Alessio Antonelli.
Dodici operai della Provincia, decine tra addetti delle imprese di manutenzione e collaboratori scolastici, in un giorno sono riusciti ad asciugare e ripristinare una parte delle aule. Restano parzialmente non accessibili l'ala ovest e l'auditorium dove ci sono stati i danni più gravi all'impianto elettrico e per il trattamento dell'aria. Ieri le lezioni sono «tuttavia riprese regolarmente e questo é il messaggio più importante», ha detto l'assessore Celoni. «Riaprire la scuola subito é stato importante perché ha fatto capire ai responsabili che non é con i danni che si interrompe il regolare svolgimento delle lezioni - ha rimarcato l'assessore - Non prima che tutti gli impianti elettrici siano asciugati potremo valutare il danno provocato, che può comunque stimarsi in svariate decine di migliaia di euro. Siamo grati a tutto il personale della Provincia e della scuola, alle forze dell'ordine, ai vigili del fuoco, per la rapidità di intervento per superare l'emergenza». Parole di stima sono state rivolte anche agli studenti che hanno preso le distanze dagli autori del raid nella scuola. A rappresentare gli studenti era presente al sopralluogo Lorenzo Bartalini, che non ha mancato di testimoniare il dispiacere per l'accaduto, sottolineando «come i fondi che saranno necessari a cancellare le conseguenze degli atti vandalici potevano essere usati per altri scopi».
La preside Ivana Savino, si è dimostrata fiduciosa rispetto all’esito delle indagini dei cacarabinieri. «Voglio dire grazie a tutti coloro che hanno contribuito ad un lavoro così difficile in poco tempo. Già nel tardo pomeriggio di venerdì avevamo riattivato una parte degli impianti elettrici, con la certificazione necessaria e questa mattina una delegazione di studenti mi ha espresso gratitudine per aver fatto riprendere le lezioni».
Come Provincia, l’ente è proprietario dell’edificio scolastico, resta l'amarezza di veder compromessi parzialmente, in una fase di ristrettezze finanziarie, i propri sforzi di investimento su questa scuola, in cui recentemente sono stati inaugurati alcuni lavori di riqualificazione.
«Rafforzeremo certamente i sistemi di sicurezza, ma non renderemo certamente questa e altre scuole dei bunker perché serve prima di tutto educare al rispetto del patrimonio pubblico».
Educazione che peraltro non è mancata agli studenti del “Pesenti” che da molti anni seguono progetti sulla legalità.
«Aspettiamo l’esito delle indagini - ha detto il sindaco - non è detto che gli autori siano studenti di questa scuola ma persone esterne visto che questo è un presidio della legalità. E la maggior parte degli studenti ha reagito condannando subito il gesto dando una risposta migliore di quel ramo del Parlamento che si è espresso sulla vicenda di Cosentino».
Tutte da capire le motivazioni che hanno spinto i vandali a restare dentro l’edificio scolastico (non sono state trovate porte forzate) per aprire i rubinetti dei bagni e l’acqua dei termosifoni. Soprattutto a lasciare i loro escrementi su registri e pavimenti in segno di spregio verso la scuola.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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