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Pontedera

L’Imu sarà più pesante per le seconde abitazioni

L’Imu sarà più pesante per le seconde abitazioni

Bilancio difficile da far quadrare: il sindaco Simone Millozzi ha deciso di ritoccare in aumento le aliquote in vigore con la nuova imposta sulle case

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di Emilio Chiorazzo

PONTEDERA

Casa e lavoro. Politiche abitative e occupazione. Sono i temi che ricorreranno con maggiore frequenza nei prossimi mesi, in città. Arriveranno nuovi alloggi per giovani coppie, ma aumenterà l’imposta (ieri Ici, oggi Imu), anche se non per tutti. E, sul fronte del lavoro, ci sarà tanta attenzione - come già l’anno che si è appena chiuso - sulla situazione economica della città.Sono queste le intenzioni che il sindaco Simone Millozzi trasferirà in quella che, a breve, sarà la manovra finanziaria per Pontedera: il bilancio.

Le nuove case. Fuori del Ponte è un quartiere in costante crescita. Qui, da poco, si è inaugurata una nuova lottizzazione, qui, nasceranno altri alloggi. «Saranno 48 – dice il sindaco di Pontedera – metà saranno popolari, gli altri a canone agevolato. Vogliamo avere un occhio di riguardo a coloro che hanno problemi abitativi».

L’Imu. È la nuova imposta sulle abitazioni, che prende il posto dell’Ici (e che, al contrario di quest’ultima, si paga anche sulle abitazioni principali). L’aliquota fissata dal governo è del 4 per mille; il Comune ha la possibilità di aumentarla. «Dipende molto dalle risorse che avremo a disposizione per far quadrare il bilancio del 2012 che stiamo predisponendo in questi giorni – prosegue Simone Millozzi – Trovare un equilibrio è difficile, perché mancano all’appello 4 o 5 milioni di euro. Dobbiamo pensare di razionalizzare ogni costo. E molto, in questa direzione abbiamo già fatto: un assessore della giunta comunale in meno, abbiamo ridotto la presenza dei membri nel Cda di Siat, abbiamo dismesso una partecipazione pubblica nel consorzio Modartech. Nonostante tutto questo, c’è l’incognita dei trasferimenti che ci arrivano dal decreto varato dal governo Monti. E quindi, con ogni probabilità, dobbiamo pensare di ritoccare l’aliquota della tassazione sulle abitazioni».

Un aumento che verrà fatto con una filosofia precisa: salvaguardare le fasce deboli dei cittadini. «Fino a ieri nelle casse del Comune – spiega Millozzi – entravano i proventi dell’Ici derivanti dalle seconde case, da tutti gli immobili non ritenute abitazioni principali. Adesso non sarà più così: la metà di queste entrate passerà allo Stato, con il risultato che rispetto all’anno scorso, incasseremo ancora meno».

Facciamo due conti: se nel 2011 il Comune di Pontedera incassava dall’Ici per le seconde case (e per tutte le altre unità immobiliari tassabili) 9 milioni di euro, le incamerava tutte. Nel 2012 l’importo previsto da incassare - compreso le prime case - potrebbe aggirarsi intorno ai 14 milioni di euro. Ma metà va allo Stato, ne resterebbero 7, cioè due milioni in meno. Così scattano le contro misure.

Aliquote aumentate. L’obiettivo è quello di mantenere gli stessi servizi – sottolinea il primo cittadino – però dovrò chiedere un aiuto ai cittadini. Lo farò con chi ha di più». Una filosofia di sinistra che, tradotta in termini pratici, significa che gli aumenti peseranno sulle persone con i redditi più alti. «L’intenzione – svela Millozzi – è quella di aumentare l’Imu. Ma non sulla prima casa, ritoccheremo le aliquote fissate dal governo, ma per le seconde abitazioni, per chi ha più di un immobile, per i capannoni industriali. Capisco benissimo che questo, con molta probabilità, andrà a colpire chi la seconda casa l’ha data in comodato gratuito al figlio, ma non ci sono altre soluzioni eque, per far aumentare le entrate del bilancio. D’altra parte, pur cercando di mettere le mani su altre tasse, non otterremmo i risultati che ci permettono di perseguire l’equilibrio che serve per la manovra. Faccio un esempio: se decidessimo di ritoccare l’addizionale Irpef, applicando lo stesso criterio di equità, dovremmo pensare ad applicarla per i redditi alti, magari da 75mila euro in poi. Sapete qual è l’introito che ne ricaveremmo? Più o meno quarantamila euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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