Il Tirreno

Pontedera

«Una croce per ricordare i pericoli di quella strada»

Lungo la Bientinese un altarino messo dai genitori di Fabio Notaro Nel 2008 rimase vittima di un incidente con l’auto: aveva appena ventidue anni

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ORENTANO

Un altare al dolore. E’ quello che i genitori di Fabio, a un mese dalla scomparsa dell’adorato figlio, hanno voluto, ormai sono trascorsi quattro anni, lungo la strada che si è portata via il loro unico figlio in un incidente che non potranno mai dimenticare. Una croce, una grande foto di Fabio mentre sorride sono lì a ricordare la tragedia e il ragazzo dagli occhi dolci. Impossibile non soffermarsi anche solo per un istante. Chi percorre la Bientinese ormai sa a memoria dove Fabio ha perso la vita.

«L’abbiamo voluta noi quella croce per noi stessi e per ricordare Fabio a chi passa dalla Bientinese. Può essere anche un modo per non dimenticare che quel tratto di strada è pericoloso», dice Bruna, la madre della giovane vittima.

La croce che segna quei maledetti chilometri che sono costati la vita all’operaio è sempre circondata da fiori colorati. Come lo era la vita di Fabio, nel pieno della giovinezza, nell’età di sogni e speranze.

«Non ci sono mai state risposte chiare sulle cause dell’incidente – va avanti la madre di Fabio – allora la strada non era sconnessa come oggi , almeno in quel tratto. Fabio forse ha perso il controllo perchè ha fatto una manovra improvvisa magari per evitare un animale che gli ha attraversato la strada all’improvviso. Forse è stata una svista. Non lo sapremo mai come è andata».

Giovanni Notaro, padre del ragazzo, passa ogni giorno, per andare al lavoro, davanti al luogo della tragedia. Anche lui sa dove può incontrare con lo sguardo suo figlio, nel verde dei campi. Impossibile dimenticare. «Anche io passo spesso dalla Bientinese e dalla croce che ricorda mio figlio. E’ un modo per rivedere Fabio . Noi non vogliamo dimenticare. Ho fatto cremare mio figlio e tengo le ceneri in casa per averlo sempre con me», aggiunge la madre. In fondo l’altare del dolore, che ricorda una vita spezzata, è un pensiero per tutte le numerose vittime della strada. Quelle della Bientinese in particolare. Nei pochi chilometri dove la macchina dell’operaio andò fuori strada ci sono stati tanti incidenti, spesso con gravi conseguenze per le persone rimaste coinvolte. Infinite volte le cronache hanno definito la Bientinese, non a caso, strada killer. Pochi mesi dopo la morte di Fabio sulla stessa strada perse la vita Aldo Palumbo, fucecchiese, 38 anni da compiere. Due incidenti mortali in poco più di un mese: un tragico tributo versato a una strada la cui pericolosità, a distanza di anni, è rimasta sotto gli occhi di tutti anche se gli ultimi dati dicono che il numero degli scontri avvenuti in questa striscia di asfalto è diminuito.

Forse per i limiti di velocità abbassati, probabilmente per le numerose multe scattate dagli autovelox. O forse ancora perchè gli automobilisti hanno la percezione immediata dei rischi, dovendo stare attenti a buche e avvallamenti.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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