Attenzione
L’ALBUM DEGLI SCIVOLONI
Di pasticcio in pasticcio. Di brutta figura in brutta figura. In tutto il mondo il fotovoltaico è considerato un ponte verso il futuro. Un futuro di energia pulita, senza conseguenze ambientali. A...
Di pasticcio in pasticcio. Di brutta figura in brutta figura. In tutto il mondo il fotovoltaico è considerato un ponte verso il futuro. Un futuro di energia pulita, senza conseguenze ambientali. A San Miniato, invece, i pannelli al silicio sono ormai visti come un orribile mostro, capace di inghiottire e deturpare ettari ed ettari di paesaggio. Se le cose stanno così, se la gente si è fatta questa idea, la responsabilità principale è sicuramente degli enti competenti, a cui la proliferazione degli impianti progettati da aziende in cerca talvolta di facili business è sfuggita di mano. Mancanza di chiarezza, dietrofront non sempre spiegati e compresi, affari, intrighi e legami tra politici e imprenditori. Di tutto un po’. Una giungla.
L’ultima vicenda di cui Il Tirreno si è occupato è decisamente illuminante in questo senso. Occorre subito mettere in evidenza un aspetto: se i cittadini di viale Marconi a San Miniato Basso non avessero protestato e non si fossero messi di traverso sulla strada, fermando i mezzi diretti alla zona del cantiere, con ogni probabilità i lavori sarebbero partiti. Se i residenti non avessero affidato alle colonne del nostro giornale la loro rabbia e la loro diffidenza nei confronti del comportamento del Comune, a quest’ora i quattro nuovi impianti fotovoltaici sarebbero a metà dell’opera, in barba alle disposizioni legislative.
Ed invece, dopo l’esplosione pubblica del “caso”, si è svegliata dal torpore la Provincia di Pisa, che ha pensato fosse utile verificare il rispetto dei termini previsti per l’avvio dei lavori. In effetti, come sostenevano gli stessi residenti, questi erano stati ignorati e, conseguentemente, è scattato lo stop alle ruspe. Se curioso è stato l’operato della Provincia, altrettanto curioso è stato l’atteggiamento dell’amministrazione comunale. L’assessore Piampiani si è dichiarata d’accordo con la Provincia e ha affermato che aveva già recepito i motivi della protesta dei cittadini in un incontro. Peccato che i residenti non la pensino così. «In quell’incontro - rivela Katia Quagli - sindaco, assessore e dirigente ci hanno preso a pesci in faccia, dicendo che erano obbligati a firmare le convenzioni e che non potevano intromettersi».
Per fortuna, ci siamo intromessi noi del Tirreno.
Cristiano Marcacci
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