Il dolore
In bilico 50 posti A rischio il rilancio per lo Scatolificio
Per la Bientina si profila la messa in liquidazione I sindacati chiedono alla Regione Toscana di intervenire
di Manolo Morandini
BIENTINA
Buio. Un’altra azienda che chiude i battenti. E cinquantaposti di lavoro che sfumano, definitivamente. Il destino per lo Scatolificio Bientina. ex Giuntoli, sembra inevitabile. I sindacati resistono, provano a tenere acceso il lume della speranza, ma il vento della crisi spira sempre più forte.
Entro la fine del mese il giudice è chiamato a pronunciarsi sul progetto messo in piedi da istituzioni e sindacati per il rilancio dell’azienda. Ma la vicenda resta complessa. Della ripresa produttiva non c’è neppure l’ombra. A distanza di un anno resta solo la cassa integrazione straordinaria per tutti i lavoratori. Almeno fino ad aprile. E soprattutto la prospettiva della messa in liquidazione.
Di imprenditori disposti a sostenere il riavvio delle produzioni non ce ne sono. C’è, invece, la proposta della Ser.Graf di Casale Monferrato (Alessandria)disponibile ad acquistare i macchinari. Soldi che permetterebbero di recuperare quanto necessario per soddisfare le pendenze con dipendenti, fornitori e banche. Un ombrello per l’imprenditore Marcucci, che eviterebbe l’onta del fallimento. Ma una sciagura per tutti quelli che hanno legato i loro destini all’impresa. Oltretutto, il capannone dello stabilimento è in affitto.
Il clima è teso. All’incontro istituzionale sulla vertenza che accomuna i destini della Bientina all’azienda Corsonna di Castelvecchio Pascoli, due realtà entrambe di casa Marcucci, Angelo Rosi, che dal presidente della Regione Enrico Rossi ha ricevuto il mandato per la gestione delle due crisi, in piena discussione ha abbandonato il tavolo. I sindacati parlano di «provocazione, a fronte della richiesta di chiarimenti». Fistel-Cisl e Slc-Cgil di Lucca e Pisa, insieme alle Rsu di Corsonna e Bientina, in una nota richiamano all’ordine. «Riteniamo il gesto irresponsabile e inammissibile – dicono –, per il ruolo rappresentato da Rosi nella vertenza».
L’interessamento della Regione ha portato a fine giugno a una New-Co, la Ondulati Lucchesi. Società che per sei mesi, con il consenso di Fidi Toscana e degli istituti di credito e l'appoggio di enti locali e Regione - ha gestito le due aziende sottoposte a concordato. Il tutto allo scopo di creare i presupposti per la ripresa e far da ponte al’ingresso di un nuovo imprenditore. L’unico ad aver fatto una timida proposta di subentro è la milanese Cartiera Verde Romanello.
«Attiveremo un tavolo locale. Ma Rosi torni a quello istituzionale, a cui chiamiamo anche la Regione, e dia spiegazioni sugli impegni presi».
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