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Pontedera

Allagano bagni e aule, scuola inagibile

Allagano bagni e aule, scuola inagibile

Per un giorno niente lezioni al Pesenti, gli autori del vandalismo hanno anche lasciato i loro escrementi su alcuni registri

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di Sabrina Chiellini

CASCINA

Sono entrati nella scuola forse prima della chiusura, l’altro pomeriggio. Appena custodi e insegnanti sono andati via hanno raggiunto i bagni al primo piano, chiuso gli scarichi dei lavandini, aperto i rubinetti lasciando scorrere l’acqua liberamente. Il risultato è stato quello sperato dagli autori del sabotaggio: un’ala dell’istituto superiore “Pesenti”, ieri mattina, era completamente allagata. L’impianto elettrico danneggiato dalle infiltrazioni d’acqua che dal primo piano hanno raggiunto una aula al piano terreno filtrando dalle plafoniere e dal soffitto.

Prima di allontanarsi dalla scuola, il raid potrebbe essere stato compiuto nel tardo pomeriggio quando ancora non era stato attivato il sistema antifurto che entra in funzione alcune ore dopo la chiusura dell’istituto, i vandali (probabilmente studenti dello stesso istituto) hanno anche defecato sopra alcuni registri e in alcune aule, un segno di spregio che peraltro, così come l’allagamento, non ha precedenti di questa portata al “Pesenti”. L’istituto del resto ha fatto scuola sui temi del confronto con gli allievi, sulla gestione delle occupazioni e dei vari movimenti di protesta studenteschi che si sono succeduti negli anni. Così come i docenti hanno sempre dato abbastanza spazio al dialogo con gli allievi.

Ieri mattina quando i custodi hanno aperto la scuola si sono resi conto del blitz notturno dei vandali e hanno subito informato la preside. Poco dopo sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento di Cascina, i carabinieri, i tecnici della Provincia (ente proprietario dell’edificio scolastico). Studenti, circa novecentocinquanta arrivati da tutta la provincia, a casa. Lezioni annullate anche se la scuola aveva alcune aule agibili. Ma il piano terreno era in parte invaso dall’acqua, così come alcune aule del primo piano. Vicino all’ufficio della presidenza e alla sala insegnanti i vandali hanno aperto l’acqua dei termosifoni riuscendo ad allagare un corridorio. «Siamo molto amareggiati da questo atto - dice la preside Ivana Savino - in questa scuola non era mai accaduto niente di simile. Comunque gli operai si sono subito messi al lavoro e anche gli elettricisti. Domani (oggi per chi legge, ndr) saremo in grado di riprendere le lezioni regolarmente. Aspettiamo la certificazione dall’azienda che ha effettuato le riparazioni». Le famiglie sono state informate con una comunicazione pubblicata sul sito dell’istituto.

Sull’atto vandalico sono in corso le indagini dei carabinieri che, ieri mattina, mentre i pompieri liberavano dai tappi i lavandini dei bagni e aprivano porte chiuse a chiave dai vandali, hanno raccolto alcune indicazioni che potrebbero rivelarsi utili per dare un nome agli autori del raid. «Gli atti vandalici che hanno colpito la nostra scuola e che hanno impedito il regolare svolgimento delle lezioni sono totalmente inaccettabili e privi di senso. Sono gesti, questi, portati avanti da un ristretto numero di persone senza alcuna motivazione, se non quella di creare inutili disagi a chi frequenta l’istituto», dice Lorenzo Bartalini, rappresentante degli studenti nel consiglio d’istituto. «Gli interventi di messa in sicurezza e di recupero delle zone allagate e in cui sono presenti infiltrazioni di acqua richiederanno soldi che non potranno essere più messi a disposizione per le esigenze di ogni tipo degli studenti e del personale scolastico. I responsabili di questo gesto verranno probabilmente individuati nei prossimi giorni (sono state lasciate tracce organiche e impronte rilevate dai carabinieri) e dovranno assumersi le responsabilità del caso), conclude lo studente. I danni sono stati solo in parte già “cancellati”; gli autori del raid , se scoperti, dovranno risarcire la Provincia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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