Sicurezza
«Siamo circondati da tetti in eternit» Paura a Lorenzana
Nel mirino capannoni dismessi e baracche cadenti La denuncia: servono interventi urgenti di bonifica
LORENZANA. Capannoni dismessi con i tetti in eternit, baraccopoli e capanne sparse nella campagna e vicine alle abitazioni, interamente dello stesso materiale. «Siamo circondati dall'amianto. Non solo nei posti di lavoro si è soggetti al rischio, ma purtroppo anche nei luoghi in cui viviamo». E' più di un grido di allarme quello lanciato dal borgo di Lorenzana: a sollevarlo un abitante, Rolando Tani.
Alle spalle 15 anni di lavoro esposto al rischio delle polveri killer e un passato da sindacalista delegato all'ambiente di lavoro: Tani l'argomento lo conosce bene. E lo denuncia a gran voce, dopo aver saputo proprio nei giorni scorsi della morte di un amico-e collega ai tempi in cui lavorava - siamo agli inizi degli anni Settanta - alla centrale Marzocco di Livorno, stroncato da uno dei tumori peggiori, il mesotelioma pleurico.
«In borghi piccoli come il nostro - dice - servirebbe ancora più attenzione all'ambiente, visto che da valorizzare abbiamo solo quello. Sarebbe ora che l'amministrazione comunale di Lorenzana intervenisse per far rimuovere i tetti fatiscenti di eternit dei capannoni e delle tante baracche tra l'altro abusive».
Rolandi è indignato: quella che lui descrive è una situazione, a dir suo, sotto gli occhi di tutti.
Eppure nessuno si muove. E' lui a fare una sorta di mappa del pericolo.
E comincia: via Primo Maggio. «C'è un capannone dal tetto in eternit in totale disfacimento. Le polveri che si liberano nell'aria le respiriamo tutti. Perché il proprietario non ha provveduto a demolirlo e a bonificare, dal momento che mi risulta abbia aperto un'altra attività sempre nel comune?».
E ancora, nel mirino di Rolandi, tutte quelle baracche più o meno abusive che punteggiano la campagna. Rifugio per gli attrezzi, maxi cucce per animali, semplici coperture. «Ce ne sono tante a Pian di Laura, ma in generale sono sparse ovunque», continua.
«In tanti casi - rincara - queste situazioni sono adiacenti a abitazioni», e guarda ancora a Pian di Laura.
A quel capannone di proprietà di una banca che già nei mesi scorsi il Comune ha sollecitato per rimuovere il bombolone del gas dietro e ripulire solventi dentro una cisterna.
«Prima di fallire, lì operava una ditta che lavorava il ferro battuto, adesso sono anni che la situazione è ferma a noi vogliamo incentivare questo recupero», spiega il sindaco Gianluca Catarzi. Lui conosce bene il problema della copertura in eternit. E coglie l’occasione della riflessione del suo cittadino per lanciare un appello. Per adesso vocale, che a breve si trasformerà in una comunicazione scritta.
«Riesamineremo la normativa esistente in materia amianto e eternit – si prende l’impegno – E la ripubblicizzeremo alla popolazione affinché chi non è in regola faccia tutti gli adempimenti del caso. La nostra sarà una sollecitazione».
Sulla questione baracche, è ancora il sindaco a dire la sua: «Bisogna anche distinguere i materiali e lo stato in cui sono, se le lamiere non sfogliano non sono pericolose».
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