La manifestazione
Non possono passare ma nessuno ferma i tir
Dal marzo 2009 la Bientinese è vietata ai mezzi superiori alle 7,5 tonnellate L’ordinanza viene costantemente ignorata dai “bisonti” della strada
di Cristiano Marcacci
BIENTINA
E’ incredibile. Potremmo aggiungere: vergognosa. E’ la situazione a cui continuiamo ad assistere da quasi tre anni lungo la tormentata Bientinese, la strada provinciale numero 3 che da Bientina conduce ad Altopascio. Un budello di asfalto che rappresenta un autentico incubo quotidiano per le centinaia e centinaia di automobilisti che vi transitano da mattina a sera per lavoro. Da tempo, questa arteria è inghiottita da gravissimi problemi strutturali. Ci sarebbe bisogno di un nuovo tracciato, di un’alternativa, ma per ora non ci sono i soldi. E quindi si continua a vedere assolutamente impotenti la strada che non regge alla mole di traffico e che collassa su se stessa, a causa dello sprofondamento del padule. Un problema che costrinse addirittura a prevedere in alcuni tratti, allo scopo di evitare rischi per l’incolumità pubblica, il limite di velocità a trenta chilometri all’ora.
Che fare, quindi? Un primo intervento-tampone, per la verità, era stato individuato e la Provincia di Pisa, l’ente competente per la Bientinese, lo aveva messo a punto nel marzo del 2009, quando, insieme alla confinante Provincia di Lucca, decise di vietare il transito ai mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate. «I camionisti che sgarrano - fu sottolineato più volte dalla Provincia e dal proprio nucleo di polizia - rischiano la multa di 78 euro».
Da allora, la Bientinese è lo specchio fedele dell’Italia. Nonostante l’apposizione dei cartelli con il divieto di circolazione, sin dai primi giorni gli autisti dei tir hanno sistematicamente ignorato l’ordinanza e non hanno mai escluso la Provinciale 3 dai percorsi per arrivare alle loro destinazioni.
Da un lato, quindi, i camion continuano a transitare indisturbati, dall’altro nessuno in uniforme controlla lungo la strada, nessuno ferma i bisonti e, conseguentemente, nessuno multa. Solamente dopo qualche mese dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza, in seguito ad un’inchiesta proprio del Tirreno che dimostrò con tanto di fotografie quanto il divieto venisse ignorato quotidianamente, ci fu un’ondata di controlli, con qualche decina di sanzioni. Ma poi più niente. Come è stato ampiamente dimostrato anche durante la scorsa estate, quando (era il mese di agosto) un tir di passaggio, a causa delle scintille prodotte dai propri freni, scatenò ben nove incendi lungo l’ultimo tratto della Bientinese in direzione di Altopascio, tenendo impegnati per ore i vigili del fuoco e il personale antincendio delle associazioni di volontariato e facendo passare qualche momento di apprensione ai proprietari di alcune case nei dintorni di Orentano.
Sono essenzialmente due le motivazioni, peraltro assai debolissime, dietro le quali si arroccano le Province di Pisa e Lucca, a cui ovviamente è da ascrivere la responsabilità dei mancati controlli sul rispetto dell’ordinanza. Innanzitutto c’è l’aspetto della segnaletica, giudicata gravemente insufficiente, soprattutto nel territorio lucchese di Altopascio. Infatti, non esiste alcun cartello che indichi, per i camionisti che escono dall’autostrada Firenze-Mare, la viabilità alternativa da percorrere. Quando gli autisti dei mezzi pesanti si trovano davanti il primo segnale di divieto è infatti ormai troppo tardi: sono praticamente già immessi sulla Bientinese e per loro è impossibile, in una strada così stretta, ipotizzare una manovra per tornare indietro. Così, tentano la sorte anche quando si rendono conto del divieto e non fanno male dal momento che non c’è nessuno a fermarli. L’altra motivazione per cui non vengono svolti i controlli è che la strada non è dotata ai margini di sufficienti spazi per far accostare e fermare un tir.
Insomma, è una vera e propria zona franca quella che si è venuta a creare sulla Bientinese per i camionisti, come abbiamo avuto modo di verificare direttamente ieri mattina (l’ampio reportage fotografico ne è una concreta dimostrazione). I camion superiori alle 7,5 tonnellate che transitano superano talvolta le cinque unità ogni minuto. E non è certamente possibile che tutti abbiano sopra della merce destinata alla zona industriale di Cascine di Buti o alle aziende situate nell’area artigianale di Bientina, per le quali l’ordinanza di divieto di transito prevede sin dall’inizio delle deroghe.
Contro questo stato di cose e contro il più completo lassismo nei confronti delle irregolarità commesse dagli autisti dei tir si scagliano soprattutto gli automobilisti, ovvero la tipologia maggiormente vessata lungo la Bientinese. La Provincia di Pisa, infatti, pensa a far cassa solo sulle loro spalle. Dopo il primo autovelox all’avanguardia piazzato al confine con Altopascio, che ha fatto registrare quasi 23mila multe in quindici mesi per eccesso di velocità (in quel tratto il limite è di 50 orari), si è deciso di raddoppiare. Tra poche settimane entrerà in funzione il secondo apparecchio installato al bivio per Orentano. Mentre i camion continuano a passare.
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