La manifestazione
Negozio come paravento condannato allibratore
PONSACCO Le scommesse non erano legittime. E Giuseppe Giovannoni, legale rappresentante del gruppo Giovannoni si è ritrovato a giudizio con l’accusa di avere svolto direttamente e per via telematica...
PONSACCO
Le scommesse non erano legittime. E Giuseppe Giovannoni, legale rappresentante del gruppo Giovannoni si è ritrovato a giudizio con l’accusa di avere svolto direttamente e per via telematica l’esercizio di scommesse su competizioni sportive riservate allo Stato o ad un altro ente concessionario, per conto e come intermediario della “Goldbet sportween Gmbh” con sede a Innsbruck , in assenza delle autorizzazioni di polizia previste dalla legge.
Un ’attività che, secondo l’accusa, si sarebbe svolta all’interno di un centro elaborazione dati e internet point situato a Ponsacco in via Togliatti. A mettere fine a questo tipo di scommesse sono stati nel novembre 2008 gli agenti della questura di Pisa sorprendendo uno scommettitore all’uscita dall’internet point.
Il successivo controllo aveva permesso alla polizia di sequestrare banconote, probabile incasso delle scommesse, e altro materiale servito poi a ricostruire l’attività svolta dalla società che faceva riferimento a Giovannoni, 52 anni, di Livorno, responsabile della società che ha la propria sede legale nella città labronica.
La vicenda, a distanza di alcuni anni, è arrivata in tribunale a Pontedera dove si è svolto il processo di primo grado. Giovannoni è stato condannato a sei mesi di reclusione e al pagamento del risarcimento danni alla società Snai che si è costituita parte civile. L’ammontare del danno dovrà essere però stabilito con un procedimento civile. L’imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese legali della parte civile.
Secondo la polizia il centro scommesse avrebbe svolto la sua attività in maniera illegittma per alcuni mesi, dall’aprile al novembre del 2008. Fino a quando, su segnalazione probabilmente di alcuni degli stessi scommettitori, gli agenti sono andati a controllare come avvenivano le scommesse. E hanno verificato che i clienti potevano puntare su vari avvenimenti sportivi. Dopo il controllo degli agenti scattarono le segnalazioni previste al Comune e la denuncia al responsabile del centro elaborazione dati che poi ha interrotto questo tipo di attività.
Le indagini hanno potuto anche avvalersi della testimonianza dei dipendenti trovati al lavoro il giorno della verifica disposta dal personale della questura di Pisa.
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